Con gli scaligeri per scalare la classifica e prendere il volo

Con gli scaligeri per scalare la classifica e prendere il volo

Un derby è sempre un derby, ma questo tra Udinese e Verona è distante anni luce da quelli degli anni ’80: calcio cambiato, squadre cambiate, società diverse. Oggi l’Udinese è da 15 anni solidamente tra le grandi, ilVerona il secondo anno di A paga lo scotto della promozione oggi con una crisi non irreversibile, ma certamente preoccupante.

La squadra sbarazzina di una anno fa che ambiva all’Europa sta pagando caro il fatto che si è sentita forte da neopromossa e qualcuno si è montato la testa. Mandolini è bravo e non rischia (le voci su Guidolin per ora sembrano solo tali), ma rischia grosso a Udine dove tra infortuni e crisi di identità proporrà il suo 4-3-3 sperando di fare male pur senza avere la forza di 365 giorni fa.

Tutto è nelle mani, o nei piedi, dell’Udinese: Stramaccioni sembra propenso a optare ancora per la difesa a tre, marchio di fabbrica che sembra difficile da sradicare a Udine. Questo significa rinunciare a un attaccante se si preferisce dare fiducia a Kone (o Fernandes), oppure ostentare le due punte, escludendo gli altri.

Il paradosso della vicenda è che Strama si ritrova soluzioni che solo tre settimane fa sembravano difficili, mentre ora la difficoltà sta nel tenere unito lo spogliatoio: per ora il tecnico, con l’aiuto di Deki e Carnevale, hanno fatto un lavoro egregio e lo dimostra la partecipazione di tutti alla gara, dalla panchina a chi va in tribuna indice di stare a casa. Ma poi sono i risultati, come sempre, a cementare tutto: sono il collante del calcio, ciò che fa passare in poco tempo tutto da nero a bianco.

L’Udinese ha l’opportunità tra Verona e Samp di chiudere almeno 25 alla sosta, significherebbe ave fatto già il grande passo verso l’obiettivo minimo. Poi da una serie di risultati come questi non si può che ripartire di slancio, con tutta la rosa al completo, Muriel compreso.

A quel punto, difesa a tre o non difesa a tre se tutti davanti stanno bene, c’è fiducia in sé stessi e nei propri mezzi arrivata proprio dai risultati, allora ecco che pensare a qualcosa ancora di più offensivo non è utopia.

Molto passerà dal derby: non sarà sentito come quello degli anni ’80, ma la sua importanza oggi appare simile.

©Mondoudinese

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