Con tutta la pazienza possibile….

Con tutta la pazienza possibile….

Per i tanti giovani dei quali si diceva dovessero essere testati e soprattutto valorizzati, ancora tanta panchina, con magari la prospettiva di calcare il campo per una manciata di minuti. Leggendo il copione di queste ultime settimane, cio’ potrebbe verificarsi ove la partita non dovesse mettersi per il verso giusto, o fosse ormai compromessa.

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…E lungo il Tevere che andava lento lento….: e’ questo il verso iniziale di una delle piu’ ispirate canzoni d’amore scritte da Claudio Baglioni, in quello che fu il suo concept album d’esordio, oltre quarant’anni fa. Ormai, vista la cronica assenza di gioco, di risultati, di energie e di forza di volonta’ gettate dall’Udinese sui campi della serie A, iniziamo cosi’ il nostro intervento, sperando che la squadra allenata da Gigi Delneri non voglia, in occasione di questo impegno nella capitale, trarre sciagurata fonte di ispirazione dallo scorrere del fiume che bagna la citta’ eterna.

L’Udinese deve invece darsi una mossa, risvegliarsi dal sonno mentale che sembra pervadere i propri giocatori, dare un segno di vita, di presenza. Ne va di un minimo di credibilita’ nei riguardi di questo club, ne va del rispetto di se stessi, dei propri tifosi, fino ad ora anche troppo pazienti, e del rispetto per l’avversario, sia di quello odierno che degli altri che sono stati incrociati quando per l’undici friulano il significato della parola “competere” pareva ancora avere un senso. La partita col Sassuolo e’ stata la riprova che per l’ennesimo anno, per colpe da ricercare piu’ nella testa dei giocatori che nell’operato di Delneri, (che al momento del suo ingresso nel club friulano aveva iniziato e portato avanti un massiccio lavoro di ricostruzione mentale ma anche fisica della squadra), l’Udinese gioca spezzoni di tempo; in quelli in cui riesce ad essere un po’ piu’ continua e presente, vedi il match contro il Milan, ribalta a suo favore il risultato.

La maggior parte delle volte invece, o si e’ rincorso invano l’avversario andato avanti per primo, o peggio ancora, come accaduto domenica di fronte agli occhi di uno Zico molto deluso, si e’ registrato il ritorno di fiamma del Sassuolo. coinciso con l’ennesimo colpo esterno di una squadra esibitasi nel nuovo “Friuli”. A questa nuova sconcertante prestazione, tristemente in linea con quello che e’ stato l’andamento generale del team bianconero negli ultimi quattro anni, e’ seguita una settimana abbastanza caotica, nel corso della quale, dal punto di vista degli strumenti ipoteticamente punitivi da applicare nei confronti di una squadra apparsa in balia di se stessa e di quello dell’organizzazione della trasferta all’ombra del Cupolone si e’ visto tutto ed il contrario di tutto. Perche’? Se lo chiedono in molti.

E’ forse il definitivo segno lasciato (o se preferite non lasciato) da una proprieta’ che si accinge a compiere il passo d’addio? Fosse anche cosi’, alla fine, sia del campionato, che di un’era che ha segnato in maniera indelebile il calcio friulano, italiano ed internazionale, manca ancora un’eternita’. Trasformare il lasso di tempo che ci separa dal 28 maggio in un Calvario, sportivamente parlando, per i tifosi friulani, e in qualcosa simile a poco piu’ di un allenamento per gli avversari, non ha ragion d’essere. Per prima cosa perche’ sarebbe contrario ad ogni principio di etica sportiva, e poi perche’ occorre prestare attenzione ad un fatto: a furia di assuefarsi alle sconfitte, e di ascoltare le cantilene di chi continua a sostenere che la squadra e’ salva, si potrebbe andare incontro a brutte sorprese. Non sappiamo bene che aria tiri a Crotone, ma Diego Lopez a Palermo non sembra essersi rassegnato alla retrocessione malgrado la difficile situazione dei suoi rosanero, e chissa’ quale piega potrebbe prendere il discorso che riguarda il Pescara dopo il ritorno di Zdenek Zeman sulla panchina degli abruzzesi con il roboante nuovo esordio (5-0 al Genoa) del tecnico boemo in serie A..Dalla partita dell'”Olimpico” deve dunque arrivare, da parte di Danilo e compagni, un segno di vita. La Lazio e’ interlocutore molto scomodo, e’ una squadra che si sta battendo per arrivare in Europa e che il giovane tecnico Simone Inzaghi ha saputo rivitalizzare dopo che un alone di scetticismo era calato sulla sua persona e sulle sue capacita’ di gestione di questa squadra. Dubbi prontamente smentiti, anche basandosi sulla qualita’ che i biancocelesti possono schierare in campo: da Ciro Immobile bestia nera dei friulani, a Parolo, a Basta, De Vrji, Milinkovic-Savic…..A tutta questa qualita’, Delneri, privo di due uomini come Hallfredsson e De Paul, appiedati dal giudice sportivo, dovrebbe decidere di attingere, per il ruolo di sostituti, alle solite “rotazioni” per usare un termine mutuato dal volley, vale a dire Kums in luogo dell’islandese e Matos a coprire il posto lasciato vacante dall’argentino ex Valencia.

Per i tanti giovani dei quali si diceva dovessero essere testati e soprattutto valorizzati, ancora tanta panchina, con magari la prospettiva di calcare il campo per una manciata di minuti. Leggendo il copione di queste ultime settimane, cio’ potrebbe verificarsi ove la partita non dovesse mettersi per il verso giusto, o fosse ormai compromessa. Il nostro augurio e’ quello di rivedere un’Udinese che dia un senso al proprio match che al prosieguo della propria stagione. Se cosi’ non fosse, bisognerebbe iniziare a fare anticipatamente gli scongiuri, visto che fra una settimana, al “Friuli/Dacia Arena”, in uno stadio stracolmo (di juventini) sara’ di scena la Vecchia Signora; inoltre l’Udinese continuerebbe in questo suo 2017 dal comportamento dissennato. Contestualmente, citiamo l’unica componente dell’universo bianconero alla quale sembra essere rimasto un po’ di senno, i tifosi.

A loro, forti di tutta la pazienza possibile ed immaginabile, bisognerebbe chiedere di autosospendersi nell’elevazione del coro mutuato da un vecchio successo balneare dei Righeira. Perche’ altro che: m’innamorai di te….: una squadra che mostra il livello di gioco evidenziato dai bianconeri negli ultimi tempi, non riuscirebbe mai a far innamorare di se anche il piu’ indulgente fra i tifosi, semmai il contrario. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

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