Copacabana- Udine andata e (a volte) ritorno

Copacabana- Udine andata e (a volte) ritorno

In principio fu Pereira Orlando: nella stagione 1981-1982 l’Udinese lo porta in Italia, ingaggiandolo quale secondo straniero (il primo era stato Herbert Neumann nella stagione 1980-81) dopo la riapertura del calcio italiano agli stranieri.

L’amore di Udine verso il Brasile comincia qui. Poi è stato un susseguirsi di giocatori, alcuni di primissima grandezza, altri molto meno. Rimane comunque il paese dove l’Udinese ha pescato di più, segno di una ricerca di un calcio-samba, che a volte ha fatto ballare davvero la gente al suo ritmo, altre volte è diventata una musica triste, in stile Toquinho.

Zico è stato il più grande di tutti. Punto. Stop. Non c’è molto altro da dire. Un angelo caduto in terra (friulana) per renderò conosciuta all’universo intero. Quattro lettere per definire un dio del calcio. Con lui arrivò Edinho, difensore arcigno dal sinistro al fulmicotone.

Salto nel tempo fino al 1997, quando il Brasile regalò Marcio Aamoroso all’Udinese: un colpo da novanta, per quello che era stato anche ‘Pallone d’oro’ nel suo paese. Un infortunio gli precluse una stagione, ma favorì l’Udinese. Il resto è storia nota.
Non ha avuto la stessa fortuna Warley, classe certificata, ma tristezza infinita nel proporsi. Fragile, troppo fragile caratterialmente per poter dare n contributo. A loro, poco dopo,  si aggiunge Montezine, anche lui una cosiddetta meteora.

Nel 2003, sulle spiagge di Copacabana, Manuel Gerolin scopre un giovane talento e lo porta a Udine, dove si aggrega alla Primavera: comincia l’ascesa di Felipe, ancora oggi legato al Friuli grazie  un matrimonio con una ragazza di Tarcento.

Nel 2004, altri due innesti: Cribari e Gustavo. Per il difensore Udine è un trampolino di lancio importante nonostante le sole 8 presenze, per il secondo solo un lido di passaggio. Il 2006 porta un’altra infornata: arrivano Barreto, altro talento inespresso, Defendi e Texeira, ma su questi ultimi due c’è poco da raccontare.

Il 2007 è l’anno di Siqueira, passato poi al Granada e oggi stella dell’Atletico Madrid. Nel 2008 si prova il portiere Saulo, passeggero senza traccia, come del resto  Moreno  arrivato l’anno seguente assieme ad Alemao nel 2010.

Storia recente: Allan, G. Silva e Danilo li conoscono tutti.  Neuton, Jadson, Maicosuel, Naldo si possono già bollare come meteore, per i quali parleranno gli almanacchi. Willians si può invece bollare come acquisto sbagliato e basta.
Meno fortunato in Italia, ma stella in patria, è stato Douglas Santos, per il quale Francesco Guidolin ha sempre speso parole d’elogio.
Non ci dimentichiamo, naturalmente, di Guilherme: discusso dai più, ma quasi sempre presente nell’ultima stagione per una media voto complessiva di 5.5. La tecnica ce’è, ma molti asseriscono che non c’è il passo per la A. Vedremo.

Il prossimo anno rientrerà anche Edenilson dal prestito al Genoa, e se Allan non partirà in campo potrebbero esserci 5 brasiliani, 4 da altri paesi e un paio di italiani (Di Natale, Domizzi, Pinzi, Pasquale, quelli che si giocheranno la maglia).
E sempre la prossima stagione potrebbe consacrarsi il giovane Evangelista, che la scorsa stagione dopo l’esordio ha patito un brutto infortunio. In molti, nazionale sub 20 brasiliana compresa, puntano su di lui.

Oggi l’amore verso il Brasile, intanto, continua: si cerca Samir del Flamengo, ma anche l’altro difensore Luan del Vasco de Gama è stato accostato recentemente ai bianconeri.

Da considerare semplici comparse Sodinha e Schumacher.

Il bianconero è sempre tinto di verdeoro, anche se qualcuno continua a sostenere che, forse, letti tutti i nomi, qualcuno di egual valore sarebbe stato scovato anche in Friuli. Lignano non sarà Copacabana, ma un Defendi qualunque lo trovi anche nelle nostre spiagge.

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