Dall’Italia: La Finanza ai Pozzo, “dovete pagare le tasse”

Dall’Italia: La Finanza ai Pozzo, “dovete pagare le tasse”

Non solo in Inghilterra i guai per i Pozzo. Anche in Italia non mancano le grane

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Non ci sono solo i guai per il Watford, ma anche in Italia i Pozzo sono sotto la lente. Come riporta il Messaggero Veneto, per la Procura in una decina di anni imposte non versate per 3.6 milioni da parte di Giampaolo e Giuliana Pozzo. Nel mirino 19 milioni di lui e 1 milione di lei (troppo poco, sarà archiviata). La coppia è accusata di avere trasferito all’estero la residenza per eludere il Fisco. Il loro patrimonio è stato ricostruito attraverso l’esame dei conti correnti. L’Udinese risulta di proprietà di una società lussemburghese. Il legale della famiglia: “Respinte tutte le accuse”

Come si legge nell’articolo nella home page del quotidiano, “la semplice iscrizione all’Aire non è sufficiente a escludere la residenza fiscale in Italia di un qualsiasi cittadino trasferitosi all’estero. Parte da questa contestazione l’accusa che la Procura di Udine ha mosso a Gianpaolo Pozzo e alla moglie Giuliana Linda, a conclusione di due anni di indagini sulle attività e sul patrimonio che la coppia gestisce dentro e fuori dal territorio nazionale”.

Poi ancora i dettagli:  “È articolato in tre annotazioni, e nei relativi molteplici allegati, il dossier che le Fiamme gialle hanno da poco consegnato ai coniugi Pozzo, nell’ambito dell’inchiesta che dal 2014 li vede indagati per la presunta fittizietà della loro residenza all’estero e per il conseguente mancato assolvimento degli obblighi dichiarativi in Italia.

La Spagna, dunque, come escamotage fiscale sia per Gianpaolo, che lì figura avere piantato radici nell’agosto del 2004, dopo le iscrizioni all’Aire di Monaco di Baviera (dal 1995 al 1996) e Monte Carlo (1996), sia per Giuliana, approdatavi nel 1996, rimpatriata nel 1997 e infine rientratavi stabilmente dal maggio del 2004”.

LEGGI QUI L’ARTICOLO INTEGRALE

La difesa: sempre respinte tutte le accuse. Gianpaolo Pozzo e Giuliana Linda non parlano. Contattati dal Messaggero Veneto per difendersi, in qualità di persone sottoposte a indagine, hanno scelto il silenzio. A differenza di quanto inizialmente fatto sapere, e cioè che avrebbero affidato ai loro legali, gli avvocati Maurizio Miculan e Giuseppe Campeis, le rispettive dichiarazioni in merito al procedimento, penale e amministrativo, in atto nei loro confronti, in tarda serata hanno deciso diversamente. Bloccando l’annunciato comunicato stampa. (LEGGI QUI)

 

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