De Canio, una missione possibile

De Canio, una missione possibile

L’arrivo di Gigi De Canio è visto con fiducia: ma il suo compito non sarà facile. Dovrà intervenire profondamente sulla squadra, da psicologo, dovrà trovarle il vestito giusto, ma dovrà anche ricucire lo strappo con la gente friulana.

Gigi De Canio dunque ha avuto la meglio sui presunti concorrenti, Calori e Bertotto. Una scelta logica quella per l’ex tecnico dell’Udinese. I due capitani, specie Alex, erano ben visti dalla gente, cuore e passione bianconeri, ma forse in una situazione del genere serviva un po’ più di esperienza.

E De Canio ce l’ha. Ma ha anche una dote che vale altrettanto: il saper essere psicologo. A dirlo sono i suoi ex giocatori, chi lo conosce, per cui forse è anche per questo che la scelta è caduta su di lui. Dopo mesi di un sergente di ferro al comando serviva qualcuno che andasse in profondità nelle dinamiche di un gruppo che non è facile e non lo sarà.
I tanti stranieri, come ha sottolineato anche Pierpaolo Marino a questo giornale, sono un limite per tutti gli allenatori. Parlarci non è facile, figurarsi poi se non riesci a instaurare un certo rapporto.
Ma servirà soprattutto riuscire a rimotivare quei giocatori che per un motivo o l’altro sono finiti in disparte o quelli he sono andati a fase alterna.
Servirà riprendere sotto braccio i senatori (guarda caso gli unici italiani) e compattarli nuovamente nel gruppo, dargli un ruolo ben preciso al di là che sia in campo.
Servirà ragionare con i giocatori, capire i loro perché le cose non siano andate bene: se è vero che alla fine sono sempre loro ad andare in campo, è anche vero che nel calcio è l’omogeneità di un gruppo a fare la differenza.

Poi verrà il resto. Deve venire forse una forma migliore, che nasce anche dalla testa: troppe volte questa squadra è arrivata dopo sul pallone. Deve venire un modulo, un vestito che calzi bene. De Canio ha sempre lavorato sul 4-3-3 e sue variabili, ma proprio a Udine vi rinunciò per la difesa a tre. I numeri contano, ma contano gli equilibri. Serve una formazione logica, con giocatori nei loro ruoli di appartenenza.

Ma non è finita: De Canio deve ricucire anche i rapporti con i tifosi. Via quei fastidiosi teloni al Bruseschi, se potrà si faccia da tramite per favorire nuovamente le cene settimanali (o almeno gli incontri) con i club, torni a permettere a quei pochi tifosi che navigano per i Rizzi di poter accedere alla zona parcheggio dei giocatori. Una foto, una stretta di mano, una breve chiacchierata sono stati per anni il pane quotidiano qui, non si è incattivita Udine, si è inaridito il club in questo senso.

Non è un compito da poco quello che si è preso, ma c’è fiducia. E questo è un bene. Forse non c’è tanto tempo, due mesi soltanto, e questo è meno bene.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy