De Paul: “Iachini mi dice di tirare!”

De Paul: “Iachini mi dice di tirare!”

Rodrigo De Paul, numero 10 sulle spalle, e ora la consapevolezza di dover diventare leader nell’Udinese

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Ha raccolto l’eredità della maglia di Di Natale, ora tutti da De Paul si attendono che diventi leader in campo proprio come l’ex capitano. A partire dalla gara col Milan: «A Milano ci sono stato, con la mia compagna Camila, e forse rimarrò lunedì se andrà bene e risolveremo il problema del cane Rocky che sta con noi. E’ una grande emozione, contro il Milan ho giocato ma mai in questo stadio mitico», ha raccontato alla Gazzetta.

Cosa le chiede Iachini?
«Di tirare. Con lo Spezia in coppa Italia ho fatto gol, ma con l’Empoli me lo diceva in continuazione».

A Valencia il primo anno lei ha fatto 25 partite, il secondo non giocava quasi mai. Perché?

«Il primo anno con Nuno Espirito Santo ho fatto bene, anche in Champions. Mi dava fiducia. Il secondo con Gary Neville no. Lui preferiva Piatti, anche lui argentino (ora all’Espanyol ndr). Così sono tornato al Racing grazie ad Ayala. Ricordate Ayala che ha giocato pure qui in Italia? Ha fatto il dirigente al Valencia e poi al Racing ».

De Paul, lei in che ruolo giocava in Spagna e Argentina?

«Esterno d’attacco al Racing nel 4-3-3 ma anche trequartista, a me piace molto fare il trequartista, nasco così».

Conosce qualcuno nella nostra serie A?

«Conosco bene Vazquez che però ora è andato via, abbiamo lo stesso procuratore, Fernando Cosentino (fratello di Pablo ndr). Di quelli che sono ora qui conosco Izco, Dybala e Banega che è davvero un grande trequartista»

Ci racconta il terribile esordio nella Liga con il rosso diretto?

«Un avversario del Siviglia mi teneva la maglia, ho cercato di divincolarmi e l’ho colpito non intenzionalmente all’occhio. Espulso e quattro giornate, tremendo. Ma poi ho sempre giocato».

La serie A è più facile della Liga?

«No, più difficile».

Lei vive a Udine, dove impera il San Daniele, ma viveva in Spagna e pure lì il prosciutto è una fede. Quale è meglio?

«Perdonatemi, ma preferisco l’iberico».

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