Delneri: tante motivazioni con la Juve, ma ci vorrà la giusta intensità

Delneri: tante motivazioni con la Juve, ma ci vorrà la giusta intensità

Il tecnico bianconero presenta il big-match di domani allo stadio Friuli: “Fofana giocherà, ha caratteristiche importanti per noi. Buffon? Un onore averlo allenato”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Strada ancora in salita per l’Udinese. Dopo la difficile trasferta a Firenze, terminata con il successo della Fiorentina per 2-1, i bianconeri saranno nuovamente impegnati in un confronto ad alto tasso adrenalico: domani alle 18, infatti, lo stadio Friuli ospiterà la Juventus, reduce dal ko interno in campionato contro la Lazio e dall’importante vittoria contro lo Sporting Lisbona in Champions League. Disputare la partita perfetta sarà il must per gli uomini di Gigi Delneri, perchè la classifica si sta pericolosamente accorciando e il rischio di finire al ridosso delle zone rosse è piuttosto concreto. Ma Delneri crede nei suoi ragazzi.

Mister, Lasagna scenderà in campo dall’inizio o si affiderà a Jankto?

Dipende da chi giocherà in difesa. Comunque noi vogliamo portare avanti il nostro discorso, sbagliando poco. Vogliamo mantenere il nostro equilibrio tattico. Per noi le motivazioni saranno altissime. Sarà una gara ad alto tasso agonistico. Noi dovremo rispondere con l’intensità contro una squadra protagonista in Italia e in Europa.

Giocherà Fofana?

Sì, ha caratteristiche importanti per noi.

Ha visto la gara tra Juventus e Sporting? Che impressioni le ha fatto il team di Massimiliano Allegri?

La Champions è sempre una competizione di altissimo livello che ha una sua collocazione. Con la Lazio la Juve ha perso, ma ha colpito pali, sbagliato un rigore… Non dobbiamo fare paragoni su queste partite. Noi dobbiamo pensare al nostro atteggiamento in campo. La tecnica prevarrà per quanto concerne loro, noi dobbiamo rispondere con l’intensità. Non ci sono partite o tattiche similari.

Ci può spiegare la formula del ritiro? L’annuncio è arrivato dalla società, ma poi lei lo ha interrotto…

Le situazioni in un ambiente calcistico si decidono sempre in due. Non sempre i ritiri sono “punitivi”. Si fanno quando è giusto farlo. Il dialogo tra proprietà e tecnico è sempre stato produttivo, le scelte vengono fatte in accordo, non c’è solo un elemento che decide.

Tornando alla sfida di domani, per Gianluigi Buffon domani potrebbe essere l’ultima gara al Friuli…

Spero che continui ancora. Siamo di fronte a un grande professionista, sono onorato di averlo allenato, così come i tifosi e gli addetti ai lavori di vederlo all’opera. Ha cambiato la visione di un ruolo, è stato l’artefice principale del cambiamento strutturale del portiere. Ha dimostrato di come si può essere un attaccante pur giocando in porta. Per quanto riguarda l’uomo ha dimostrato moltissimo, deve essere un esempio anche per i più giovani. Queste figure devono lasciare tracce importanti per far vedere come si fa calcio ad alti livelli.

Come sta procedendo il recupero di Samir, protagonista di voci molto importanti di mercato in estate e protagonista di un avvio di stagione in chiaroscuro?

Sta facendo progressi. Direi che rispetto alle prime gare nelle quali era in difficoltà come passo, come recupero. A Udine continuerà a occupare il ruolo di terzino sinistro. Ha le caratteristiche giuste per fare un buon campionato. Sta rientrando bene ed è un giocatore di grande affidabilità.

Questa squadra sta incontrando molte difficoltà nel trovare una certa amalgama…

Ci vuole del tempo, le pressioni sono alte, ogni situazione viene amplificata notevolmente. Come è stato creato il gruppo del passato, si creerà il gruppo del futuro. Ma è la logica della società. E ci vuole un po’ di fortuna, pensiamo a Stryger Larsen che si stava integrando bene e poi si è infortunato in nazionale… comunque vedo un gruppo solido, destinato a crescere.

A proposito come stanno Stryger Larsen e Widmer?

Punto di domanda. Le loro condizioni sono sullo stesso piano. Chi verrà convocato sarà disponibile. Chi non può giocare non sarà inserito in lista.

E Behrami, invece?

Punto di domanda.

Infine, il sistema 4-1-4-1 è il vestito ideale per questa squadra?

Lo scorso anno abbiamo cambiato diverse volte. Due punte ci sono sempre in campo. De Paul è un trequartista che si inserisce spesso. Lasagna è una mezza punta. Puoi difendere anche in sei, ciò che conta è l’armonia di gioco, l’equilibrio. L’organizzazione non dipende dai numeri.

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