Delneri vuole solo una cosa dai suoi: “Energia in campo”

Delneri vuole solo una cosa dai suoi: “Energia in campo”

I bianconeri domani alle 15 affronteranno allo stadio Bentegodi il Chievo, del quale è stato allenatore dal 2000 al 2004: “E’ stato un capolavoro, abbiamo espresso gioco, entusiasmo, facendo innamorare l’Italia intera”

Ragazzi, non fidatevi del Chievo. Potremmo tradurre così il messaggio lanciato tra le righe da mister Gigi Delneri. Lui che è stato l’artefice dell’exploit della formazione gialloblu all’inizio degli anni Duemila conosce bene la società, l’ambiente, la squadra. I grandi fasti del passato – culminati con la prima qualificazione europea del club di Luca Campedelli – hanno lasciato spazio a una gestione tutta concretezza e solidità, che si traduce ogni anno (o quasi) con la salvezza anticipata. Come in questa stagione, nel corso della quale i veronesi hanno conquistato finora gli stessi punti dell’Udinese: 28. Vietato, dunque, abbassare la guardia.

Mister, lei ha scritto una delle pagine più importanti della storia del Chievo. A distanza di tanti anni che ricordo le è rimasto?

Sono passati 17 anni. E’ stata una bella storia che racchiude tutto quello che essere realizzato nel calcio, tutto ciò che potrebbe essere pensato nel calcio: gioco, entusiasmo,.. E’ stata una favola, non solo calcistica. La squadra è cresciuta in un borgo di 2,3 mila anime. E’ stata una parte importante della mia vita calcistica. Sento ancora molti ragazzi come Perrotta, per esempio. All’epoca è stata la seconda squadra più amata d’Italia.

Quella prima volta in Coppa Uefa valeva forse più di uno scudetto…

Era una squadra che ha dimostrato di avere energie importanti. Era come il Leicester dell’epoca. A differenza della squadra inglese, il Chievo ha dimostrato di cambiare atteggiamento contro le grandi squadre, scendendo in campo con personalità. Ha battuto tutte le grandi esclusa la Juventus. C’erano non solo giocatori, ma anche persone importanti, accanto a cultura del lavoro e tanta intensità. Aver partecipato a quel capolavoro ci rende orgogliosi. Non si è più rivisto quell’atteggiamento.

Ora arriva una gara diversa contro un avversario, reduce come l’Udinese da una vittoria. Che gara sarà dal punto di vista tattico?

Entrambe le squadre mettono molto energia in campo. Anche loro a Roma contro la Lazio hanno messo in campo energia per riuscire a trovare la rete del vantaggio allo scadere. Noi non dobbiamo cullarci del risultato di domenica scorsa contro il Milan, ma dobbiamo pensare solo a fare meglio.

Come inquadra il Chievo?

Il Chievo fa parte dell’elite del calcio da parecchi anni, è consolidato. In squadra ci sono elementi di campo, più esperti rispetto 17 anni fa. Non è più una meteora, sta facendo campionati importanti. E’ una squadra che lotta sempre, che fa del gioco di squadra la sua prerogativa. I risultati le stanno dando ragione. Senza dimenticare le individualità come Birsa, Castro… C’è un portiere di assoluto valore, Sorrentino e Pellissier resta sempre uno dei giocatori più pericolosi. A livello di decibell ci attende una gara più complicata rispetto a quella con il Milan.

Widmer giocherà?

Sì, sicuro. Ha recuperato. Doveva solo mentalizzare l’operazione. Comunque domenica scorsa Angella ha dimostrato di essere una valida alternativa, come lo è da centrale. Con Widmer riacquisiamo una spinta laterale sulla destra che non guasta.

Lei sta puntando su un undici ben definito…

Ritrovare l’assetto è la cosa più importante e i giocatori che possono essere utili all’assetto. Dopo quattro mesi la conoscenza è abbastanza elevata. Abbiamo alternative, ma saranno pronte quando gli altri avranno difficoltà. Ciò che conta è riuscire ad adattare l’assetto a seconda del rendimento nel corso della gara.

Parliamo di singoli, De Paul nelle ultime settimane sta risultando uno dei migliori. Cosa è cambiato?

Sta trovando il ruolo. E questo è un punto fondamentale. Lui ha un ruolo di impegno fisico. Deve lavorare sodo su quel ruolo, ha gamba, ha dribbling, è bravo nelle chiusure. Se pensi a Callejon, devi saper anche difendere. Ci sono sempre difficoltà, ma bisogna cercare di superarle. E lui sta migliorando. Si è applicato molto. Deve solo imparare in certi istanti se cercare il dribbling o il cross. Deve saper decidere la soluzione più utile alle sue caratteristiche. Può crescere tanto.

Domani si affrontano si incontrano due squadre molto diverse: il Chievo ha l’età media più alta in serie A e l’Udinese, che ha un’età tra le più basse in Italia. Come cambia l’atteggiamento?

L’esperienza sul campo dirà molto. Loro si conoscono molto bene, hanno un allenatore che ha dato un’identità importante. Hanno un lavoro acquisito nel tempo. Anche noi abbiamo giocatori esperti come Karnezis, Felipe, Danilo, Thereau… A me piace giocare con la gioventù con dei “vecchietti”, che abbiano voglia di trascinare, di dare entusiasmo,…

Infine, Gnoukouri non è stato convocato per la sfida di domani. Ci può aggiornare sulle sue condizioni?

Semplicemente è influenzato e quindi non partirà con noi.

 

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