Di Natale e quel ‘noi’. Parole da dirigente?

Di Natale e quel ‘noi’. Parole da dirigente?

Immaginare l’Udinese senza Di Natale completamente è impossibile. E il capitano quando parla di futuro non sa parlare astrattamente: “Non possiamo più sbagliare, speriamo di fare una grande squadra il prossimo anno”

Totò Di Natale non sa ancora cosa farà da grande. Non il giocatore a Udine, questa è l’unica certezza. «Deciderò con la mia famiglia – ha detto – Mio figlio vorrebbe rimanere a Udine», ha detto il Capitano. Il quale proprio non riesce a non parlare al plurale quando parla del futuro dell”Udinese senza di lui in campo: «Il presidente lo sa, non possiamo più sbagliare, speriamo di fare una grande squadra il prossimo anno», ha aggiunto.

Lapsus, forza dell’abitudine. Chissà. In pentola però sole qualcosa. Non gli mancano le offerte come lui steso ha confermato, ma è anche vero che Udine è la sua città. «Quando in autostrada arrivo a Udine penso sempre: ecco, questa è casa mia».

Pozzo una porta aperta gliela tiene, anzi è spalancata come ruolo dirigenziale. «Non so cosa farà. Ma se gioca ancora Totti credo possa continuare anche lui. Da noi troverà le porte sempre aperte. Anche come calciatore, se accettasse di fare soprattutto spogliatoio e di essere in campo per alcuni spezzoni. Sarebbe soprattutto una risorsa importante ricoprendo un altro ruolo».

Già un altro ruolo: magari allenatore delle punte, o forse un altro ruolo con le giovanili. O forse…La fantasia corre, anche perché immaginare l’Udinese senza Di Natale completamente è impossibile. Lo sanno i tifosi, lo sa Pozzo, lo sa lo stesso Di Natale.

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