Di Natale, l’ultima nella sua Empoli

Di Natale, l’ultima nella sua Empoli

Per Antonio Di Natale non può essere una partita come le altre questa nella sua Empoli, l’ultima da calciatore. In attesa di sbloccarsi e tornare a segnare, le emozioni e i ricordi sono tanti

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Quest’anno per Antonio Di Natale è particolare non solo perché finora è riuscito  segnare un solo gol (una miseria per uno che ne ha segnati centinaia in carriera), ma anche perché ogni gara è un’ultima occasione per dire ciao a una squadra particolare.

A giugno Totò smetterà, oramai è certo: e non per mancanza di motivazioni o per litigi col tecnico Colantuono (invenzioni giornalistiche), ma solo perché il suo fisico non è più integro. La vista soprattutto gli da noia, per cui è impensabile pensare che possa continuare in campo.

A Empoli, intanto va in scena un’altra ultima volta, contro la squadra della sua seconda città adottiva, dove tra l’altro ha trovato moglie e dove ha casa. E dove qualcuno sussurra che a fine carriera possa anche tornare, anche se Pozzo lo vuole ancora vicino come dirigente.

Totò parte per Empoli giovanissimo e si trova giovanissimo lontano da casa e dalla sua famiglia, in preda a profonde crisi di nostalgia. Una notte scappò per tornarsene a casa: per convincerlo a tornare in Toscana fu necessario l’intervento e l’appoggio del suo idolo Montella, le cui parole convinsero Di Natale a continuare la sua avventura nel vivaio dell’Empoli, dove riuscirà poi a togliersi numerose soddisfazioni, riuscendo a esordire in prima squadra nel 1996-97 (anno della promozione in Serie A).

Viene quindi mandato a farsi le ossa in Serie C, prima con l’Iperzola (33 presenze e 6 gol) e poi a Varese (dove milita solo nel giugno 1998 con 4 presenze). Nel 1998-1999 passa al Viareggio, scoperto dal direttore sportivo Pezzini, dove in un ambiente sereno ritrova il suo innato talento calcistico mettendosi in luce durante il campionato in Serie C2, segnando 12 gol in 25 partite.

Udinese Calcio v Hellas Verona FC - Serie A

Poco dopo l’Empoli lo riscatta. Tornato alla base, disputa tre campionati di Serie B e nel 2001-02 arriva il quarto posto (frutto anche dei suoi 16 centri in 38 partite) che promuove i toscani in Serie A, diventando un punto di riferimento in attacco della squadra. Nella stagione 2002-2003 promette la salvezza dell’Empoli con 10 suoi gol, non tradirà le attese realizzando 13 reti e portando l’Empoli alla tredicesima posizione, a 38 punti, e quindi alla salvezza grazie alla favorevole differenza reti. L’annata successiva, quella del 2003-04, non è altrettanto fortunata e lui riesce a segnare appena 5 gol, l’Empoli arriva penultimo e torna mestamente in B, ma nonostante questo l’Udinese lo nota e lo vuole fortemente per una storia d’amore che continua ancora oggi.

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