Due indizi fanno una prova

Due indizi fanno una prova

L’Udinese a Frosinone a caccia del secondo indizio sulla guarigione completa dopo la vittoria sul Verona: darebbe una prova concreta sulla salvezza

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Archiviata l’importante vittoria interna di domenica scorsa per 2-0 a spese dell’Hellas Verona, l’Udinese e’ gia’ proiettata verso la seconda consecutiva sfida di fondamentale importanza nel cammino che si spera sia destinato a condurre quanto prima alla sospirata quota salvezza, ovvero quella che si gioca questo pomeriggio con inizio alle ore 15.00 su quello che, sin dalle premesse della vigilia, promette di essere l’infuocato terreno dello stadio “Matusa” di Frosinone.

L’Udinese cerca quelle conferme, quella continuita’ di rendimento che mai e’ riuscita a trovare nel corso di questo campionato; la compagine ciociara guidata da Roberto Stellone sa di non avere alternative alla vittoria nello scontro odierno se vuole tenere vive le speranze di aggancio al trenino-salvezza. I bianconeri, per tornare a casa con dei punti da questa trasferta, dovranno quanto meno ripetere per intensita’ e qualita’ di gioco la prestazione che li ha visti avere la meglio sui gialloblu scaligeri: in partite come queste, disputate contro squadre che sanno fin dall’inizio del campionato di dover lottare per il mantenimento della categoria e che sono supportate da un pubblico vivace e molto raccolto vicino al terreno di gioco, saper mantenere i nervi saldi tirando fuori una buona dose di fosforo e’ sempre un aspetto da tenere nella dovuta considerazione.

L’Udinese confermera’ lo schema di gioco basato sul 4-3-3 che ha dato confortanti indicazioni nell’ultimo turno di campionato: in terra ciociara poche, forse nessuna, dovrebbero essere le variazioni anche per quanto riguarda la scelta degli interpreti del modulo rispetto alla gara contro il Verona. Nella difesa a 4 infatti, se Danilo e Felipe si sono dimostrati due bei baluardi e Piris ha fatto valere le proprie doti di velocista, Ali Adnan a sinistra non ha sfigurato abbassato dalla linea dei centrocampisti a quella dei difensori. In mezzo, Kuzamanovic e’ un mix di quantita’ e di una certa qualita’, Badu garantisce importanti inserimenti senza palla e Guilherme svolge compiti che potranno a tratti apparire elementari, ma che sono utili la’ nella linea mediana nell’economia di una partita. Poi l’attacco, con Di Natale, libero di mettere il suo smisurato talento nuovamente al servizio dei compagni, di svariare, non dando piu’ troppi punti di riferimento alle difese avversarie, il tutto con il benefico effetto di potersi svincolare da marcature asfissianti. In aggiunta, un Fernandes non piu’ gravato da eccessive responsabilita’ a centrocampo, anche lui piu’ libero di poter esprimere a pieno le proprie qualita’ sull’ala destra del reparto avanzato, ed il solito Thereau, che sul fatto di dimostrare duttilita’ tattica ed abnegazione in favore della causa bianconera non e’ secondo a nessuno.

Alla partita del “Matusa” il compito di confermare se quello del 4-3-3 e’ un “vestito” che calza a pennello per la compagine di Colantuono. Occorrera’ comunque fare molta attenzione a Daniel Ciofani e soci, che in casa hanno conquistato 18 dei 23 punti collezionati in classifica. L’undici ciociaro, attualmente terz’ultimo, crede fermamente nella possibilita’ di salvarsi: lo dimostrano le dichiarazioni portate avanti da qualche settimana, nelle quali l’entourage frusinate individua nel Palermo la formazione posta nel mirino e sulla quale i gialloazzurri fanno la propria corsa per una salvezza che se conquistata per il Frosinone avrebbe davvero il sapore di uno scudetto. L’Udinese e’ chiamata a far bene dal punto di vista del gioco e dei risultati, a conferma di un nuovo equilibrio sotto il profilo tattico, ma soprattutto dovra’ dare risposte convincenti per quanto riguarda l’aspetto motivazionale: guai a ripetere prove come quella di Modena contro il Carpi, gara fallita per un errato approccio al match, o come quella di Marassi contro il Genoa, dove per almeno 75 minuti i bianconeri hanno messo in mostra un atteggiamento troppo passivo e rinunciatario.

Uscire con tre punti dal “Matusa”, date le caratteristiche temperamentali di un avversario coriaceo e pronto ad affrontare l’Udinese con il coltello tra i denti, sarebbe la risultante che potra’ derivare solamente se la partita giocata dai friulani sara’ caratterizzata da fattori fondamentali quali l’intelligenza ma soprattutto la qualita’. Un’affermazione delle “zebrette” vorrebbe dire secondo successo di fila: il secondo indizio, dopo quello della vittoria sul Verona, che fornirebbe la prova di una formazione friulana finalmente pronta ed abile a giocare secondo quelle che sono le proprie possibilita’ e brava a tirarsi fuori, forse in maniera definitiva, dalle sabbie mobili della zona pericolosa.

Sergio Salvaro@ MondoUdinese

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