Udinese, a che gioco stai giocando?

Udinese, a che gioco stai giocando?

L’Udinese col Genoa deve fare risultato obbligatoriamente: punto. La pazienza di Paròn Pozzo non è infinita. Colantuono intanto ha ancora la fiducia del club, ma ora deve tirare fuori davvero un asso dalla manica: se perdesse a Marassi sarebbero guai. Intanto con i rossoblu ci si dovrebbe affidare alle certezze

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare? Il punto di domanda è d’obbligo in casa Udinese, dove non tira un’aria propio tranquilla. Il ritiro non pare sia stato accolto col sorriso dai bianconeri, anzi, che forse si nascondono dietro le presunte prestazioni invece che guardare ai risultati. Anche l’amichevole saltata col Grozny è sintomatico di paure e preoccupazioni che determinano una tensione evidente che nasce anche dalla consapevolezza di stare sprofondando.
Col Bologna si è parlato di ‘risultato bugiardissimo‘, di sfortuna, ma alla fine questo ha creato solo qualche alibi seducente che non aiuta di certo.

Nel DNA del tecnico Colantuono c’è sempre stata aggressività e a Genova, quindi, ci si attende una gara da duri, ma attenzione a non caricarla troppo: il rischio nervosismo è sempre attuale, per cui servirà non cadere nel tranello di reagire o andare in tilt alle prime difficoltà.

FORMAZIONE E DUBBI La squadra non cambierà molto, nessuna rivoluzione è attesa e anche le indicazioni arrivate fino d oggi inducono a pensare a questo: il tecnico sa che rischia molto e si affiderà presumibilmente a quei giocatori che in questo momento crede che gli diano più garanzie. Karnezis, ovviamente (il migliore stagionale anche quest’anno); in difesa Wague è in dubbio, per cui Heurtaux o Piris diventano le alternative col francese favorito a completare il reparto con Danilo e Felipe;  Widmer, Badu, Lodi, Hallfredsson e Armero in mediana (Edenilson in alternativa se il colombiano non fosse al meglio); Thereu e Zapata davanti.
Due soli nuovi probabili in campo dunque, anche se per le certezze servirà attendere la formazione ufficiale.

OBBLIGO DI RISULTATO Al di là di questo servirà solo una cosa: fare risultato. Non ci sono più alibi o scuse dove nascondersi. Perdere significherebbe davvero essere in una crisi nera dai risvolti incerti. Colantuono deve dimostrare non solo di avere il polso della squadra, ma anche di saper tirare fuori qualcosa di originale perché contro il tridente di Gasperini il rischio di abbassarsi troppo e dover cercare solo il contropiede è alto. Serve, invece, prudenza ovviamente, ma anche qualche intuizione capace di non far prendere il pallino del gioco al Genoa, che spinto dal suo pubblico potrebbe trovare terreno fertile contro una squadra con dieci uomini dietro la linea del pallone in fase difensiva.
Insomma è il tempo di giocare davvero, di osare, di trovare soluzioni originali anche a gara in corso.
COLANTUONO come tutti gli allenatori quando le cose non vanno bene è a rischio: l’idea del club però non sarebbe quella di cambiare in corsa, ma è evidente che se i risultati non arrivano la pazienza di Paròn Pozzo non è infinita. Se domenica a Marassi non ci fossero risposte confortanti la panchina diverrebbe davvero bollente. Ma come detto la società ha ancora fiducia nel suo tecnico: anche perché le alternative  a febbraio sono poche. Non di certo Mandorlini che ha già allenato quest’anno e non potrebbe sedersi in altre panchine. Semmai questa sarebbe una soluzione futura. Walem piuttosto potrebbe essere un  nome, ma la speranza è che non si debba arrivare a una sostituzione: sarebbe un’ulteriore sconfitta in una stagione che di sconfitte ne sta vedendo troppe. Ma nel calcio parlano i  numeri e l’Udinese non può giocare col fuoco ancora, per cui è bene che inizi a dimostrare davvero sul campo cosa sa fare, portando punti e non solo recriminazioni.

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