Evangelista: qualcosa di più di una scommessa

Evangelista: qualcosa di più di una scommessa

Andrea Stramaccioni aveva fin dai primi giorni individuato in lui doti tecniche capaci di lanciarlo in prima squadra. Poi un infortunio lo mise fuori, ha cercato di recuperare per il Mondiale Sub 20, è rientrato a Udine convinto di poter dire la sua, ma è finito ai margini. Infine un altro infortunio, il recupero, ora di nuovo in campo, di nuovo protagonista, anche se con le seconde linee o in aggiunta alla Primavera di Luca Mattiussi. Parliamo di Lucas Evangelista, professione mezzala, ma che potrebbe e anche giocare da esterno d’attacco. Piede d’oro, punizioni da favola, senso della posizione, eppure ancora non ha convinto Stefano Colantuono.

Tanto che ad agosto sembrava dover fare le valigie. tutta la preparazione l’ha svolta col ristretto gruppo dei giocatori non di prima fascia, sembrava dover andare in B (Perugia), ma alla fine ha deciso di dire la sua a Udine. Caparbio il ragazzo brasiliano, non c’è che dire: alla sua età molti avrebbero accettato la scelta più logica. Eppure ancora non trova spazio. D’accordo l’infortunio l’ha tenuta fuori per parecchie settimane e ora deve ritrovare la piena forma, ma già con la Primavera contro il Verona per 60 minuti ha regalato lampi di gran classe. Insomma non ha 90 minuti interi nelle gambe, ma 30 minuti ad alto livello sì.

Anche nella partitella di giovedì tra i ‘residuati’ di Roma e la Primavera, ha mostrato le sue doti risultando una spanna sopra gli altri. Allora perché Colantuono non gli dà fiducia? La domanda la gireremo al tecnico in conferenza stampa, certo è che in una penuria tecnica di centrocampo (Marquinho, per esempio, non sta di certo incantando), non sfigurerebbe.

Di certo non gioca her col Sassuolo dove Colantuono con ogni probabilità non sfiorerà l’undici visto col Frosinone, ma perché non concedergli una chance? La cosa peggiore sarebbe dover constatare che risulta il migliore in Primavera o in allenamento, senza avere controprove sul campo principale.

Serve coraggio, quello che la squadra bianconera sembra aver perso o dimenticato: Evangelista in questo non è solo una commessa. D’accordo ha 20 anni, ma è davvero solo questo il problema?

 

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