Far valere l’esperienza

Far valere l’esperienza

Diversamente, ci accorgeremmo probabilmente che l’Atalanta non e’ ne’ una meteora, ne’ una sorpresa di questo torneo, e che l’Udinese scivolerebbe suo malgrado nel grigiore di un campionato da etichettare sino a quel momento senza infamia si’, ma sicuramente anche senza nessuna lode.

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Nella stagione scorsa, esattamente sette mesi fa, Atalanta-Udinese fu la partita che segno’ per l’Atalanta il gorno dell’addio al calcio del capitano storico degli orobici, Giampaolo Bellini, autore designato del pareggio su rigore della compagine lombarda dopo l’iniziale vantaggio bianconero siglato ad inizio match da Duvan Zapata. Per l’Udinese, fu quello il punto che ebbe,  e lo si sarebbe visto nel match di commiato del 15 maggio, il pesantissimo effetto di scongiurare epiloghi da apocalisse calcistica.

Questo pomeriggio, la sfida fra bergamaschi e friulani ci dira’ da una parte, escludendo la particolare parentesi dell’anticipo di sabato scorso in casa della Juve, se l’Atalanta soffre o meno di vertigini da alta classifica; dall’altra, se ne sapra’ qualcosa di piu’ sul generale stato di forma dell’Udinese, e proveremo a capire se la squadra di Delneri, (grande ex di giornata) si appresta o meno a cambiare passo per cercare di tornare, step by step, verso la parte sinistra della classifica. Atalanta ed Udinese negli anni scorsi hanno vissuto stagioni interlocutorie: entrambe hanno visto scendere le proprie quotazioni sotto la guida di un Colantuono non esattamente all’apice della propria carriera di allenatore, Edy Reja a Bergamo non ha sfondato, delle annose problematiche in casa friulana si e’ gia’ detto in piu’ occasioni. Quest’anno l’Atalanta sembra essere al centro di un nuovo progetto: nuovo allenatore, nuovi giocatori, in gran parte giovani e pescati tutti dal florido vivaio neroblu, con elementi di spicco quali il difensore Caldara ed il centrocampista Gagliardini, che in campo hanno sin qui giocato con la sicurezza di due veterani e che, a nostro modesto parere, sembrano pronti non gia’ per un Under 21 ma addirittura per il grande salto nella Nazionale maggiore.

Non e’ un caso che i due siano gia’ stati convocati dal Ct Ventura per lo stage federale di due giorni tenutosi circa due settimane or sono. Atalanta in stato di grazia, spinta dal solito pubblico e da una notevole dose di autostima cresciuta grazie alle convinzioni e alla sicurezza portate da un tecnico che saggiamente il sodalizio orobico si e’ tenuto stretto anche dopo un inizio decisamente balbettante. Per l’allenatore Gasoerini, bravo ed anche fortunato nelle stagioni in cui tutto gira per il verso giusto, il 3-4-3 quale assetto tattico rappresenta una sorta di dogma. Un dogma abbandonato, forse a torto, guardandola a posteriori, nel match della ipotetica, definitiva consacrazione dello “Juventus Stadium”.

Un 3-4-3 che per l’Atalanta significa produrre gioco, tenere in mano l’iniziativa mettendo pressione all’avversario, ma senza subire troppo: se prendiamo in esame gli scontri diretti dei bergamaschi contro Napoli, Genoa e Roma, tre tra le squadre dal calcio piu’ offensivo praticato in Italia, alle quali potremmo aggiungere l’Inter, che in quanto a potenziale complessivo non e’ certo una squadra da buttare, i neroblu hanno subito soltanto due reti. La partita si presenta dunque difficile per l’Udinese, che dovra’ dimostrare a se stessa ed all’intero ambiente alcune cose di fondamentale importanza. La prima sara’, attraverso la conquista di un risultato positivo, quella di evidenziare concreti progressi rispetto alla gara di Cagliari, dove i bianconeri non erano stati abbastanza incisivi in avanti ed avevano inscenato un autentico capolavoro del genere horror in difesa; la seconda, dare necessaria continuita’ alla partita vinta all’ultimo respiro contro il Bologna, perche’ ripetersi sotto il profilo dell’intensita’ di gioco e delle occasioni create vorrebbe dire ridurre la capacita’ offensiva di un avversario che, se messo in grado di giostrare ai ritmi che gli sono piu’ congeniali, oggi come oggi, Juve a parte, stritola qualsiasi tipo di avversario. Atalanta ed Udinese dunque, valorizzazione del proprio inesauribile vivaio da una parte e pertanto squadra giovane, mix di giocatori emergenti ma soprattutto di una certa esperienza dall’altra. Ed e’ proprio quest’ultima componente che la squadra di Delneri dovra’ cercare di far valere nel corso di questo impegno, al fine di uscire col sorriso dallo stadio “Atleti Azzurri d’Italia”.

Diversamente, ci accorgeremmo probabilmente che l’Atalanta non e’ ne’ una meteora, ne’ una sorpresa di questo torneo, e che l’Udinese scivolerebbe suo malgrado nel grigiore di un campionato da etichettare sino a quel momento senza infamia si’, ma sicuramente anche senza nessuna lode.

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