Fine delle illusioni

Fine delle illusioni

Per se stessa e per il proprio allenatore, crediamo che l’Udinese stasera non abbia alternative alla vittoria: un bottino di un punto in due partite casalinghe ravvicinate costituirebbe poca cosa, un eventuale secondo stop interno consecutivo sarebbe, gia’ al termine della quinta giornata, la certificazione che per il quarto anno di fila si e’ sbagliato tutto cio’ che si poteva sbagliare

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Il campionato non da all’Udinese nemmeno il tempo di riprendersi dalla cocente delusione della sconfitta a domicilio contro il Chievo Verona, che il campionato fissa un altro impegno di campionato, sempre casalingo, contro la Fiorentina. Lo sconcerto che il match di tre giorni or sono ha lasciato in tutto l’ambiente rende la sfida di stasera difficile da inquadrare. Con una delle solite frasi fatte che caratterizzano il mondo pallonaro, si e’ detto che la collocazione infrasettimanale di Udinese-Fiorentina da’ agli uomini di Iachini l’occasione immediata per riscattarsi dopo lo scivolone interno maturato in zona Cesarini contro i clivensi. Con l’aggiunta di una punta di amarezza, riteniamo davvero che per tutte le componenti extra-societarie che attorniano la compagine friulana, il tempo delle illusioni sia davvero finito. Beninteso, dopo aver visto Udinese-Chievo, e soprattutto dopo aver sentito le dichiarazioni del dopo-gara, cosa se ne ricava? Si e’ sentito parlare di “disattenzioni pagate a caro prezzo” e di “squadra crollata psicologicamente (e gia’ sovrastata atleticamente, aggiungiamo noi)” dopo il pareggio avversario. Ma in tre mesi di lavoro e di ritiro, non si doveva operare proprio per cancellare questi difetti, e voltare pagina rispetto al passato?

Evidentemente fino ad ora o non lo si e’ fatto o, in caso contrario, i metodi usati si sono rivelati poco produttivi. Tre giorni fa, scorrendo i nomi dei calciatori dell’Udinese seduti in panchina, veniva da dire che anche tra quelle che vengono (a torto?) considerate seconde linee la qualita’ non manca. Il problema e’ che se un recuperatore di palloni come Halfredsson, messo ko da noie muscolari, viene sostituito da un uomo con caratteristiche molto diverse da quelle dell’islandese come Kone, e se in una situazione psicologicamente mutata, sull’1-1, si concedono a Stipe Perica quattro minuti che sono peggio dei sei minuti di Gianni Rivera all’”Azteca” di Citta’ del Messico, e con una difesa inspiegabilmente con la testa gia’ negli spogliatoi negli ultimi quindici minuti, la sorte era segnata. Beppe Iachini aveva impostato ed indovinato tutto a San Siro, pur con dei rossoneri che erano l’ombra di loro stessi.

Nella sfida contro il Chievo, accanto ad una squadra che vede troppi uomini che si sentono arrivati dopo una presunta vittoria di prestigio e che, in alcuni elementi, rappresenta l’indolenza fatta a persona, anche il tecnico marchigiano, con le sue scelte, ha compartecipato a questo tonfo. Sconfitta maledettamente uguale a tante altre degli ultimi tre anni, tunnel del quale questa Udinese con limiti di carattere tecnico ma soprattutto psicologico, non riesce proprio a vedere la fine. Ed ora la Viola. Quella Viola che a detta di molti e’ guidata da un tecnico che non la fa giiocare bene in rapporto alla rosa a disposizione, quella Viola alle prese con rapporti difficili tra Paulo Sousa e Bernardeschi, ma anche quella Viola che alla prima giiornata un qualche fastidio alla Juventus, a Torino, lo diede, e che giusto tre giorni fa ha sconfitto quella Roma di Spalletti che all’esordio in campionato aveva asfaltato nei secondi quarantacinque minuti l’Udinese.

Per se stessa e per il proprio allenatore, crediamo che l’Udinese stasera non abbia alternative alla vittoria: un bottino di un punto in due partite casalinghe ravvicinate costituirebbe poca cosa, un eventuale secondo stop interno consecutivo sarebbe, gia’ al termine della quinta giornata, la certificazione che per il quarto anno di fila si e’ sbagliato tutto cio’ che si poteva sbagliare, che rimediare sara’ molto difficile, e che, per quanto il pubblico rappresenti, col suo tifo incessante, nonostante tutto e tutti, l’unica certezza nelle difficili stagioni vissute dal club bianconero, nessuno sara’ piu’ disposto ad illudersi piu’ di tanto sul conto di questa Udinese.

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  1. mirie196_913 - 6 mesi fa

    Se c’è un appunto da muovere a Iachini è quello di farsi eccessivamente influenzare dai cronisti. Se modulo, formazione e tattica le decide lui e su quelle insiste, perchè convinto, c’è qualche speranza. Se insegue le pressioni delle stampa è finita.

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