Galeone: Strama e Inzaghi dei predestinati

Galeone: Strama e Inzaghi dei predestinati

Torna a parlare Giovanni Galeone dopo le frecciate di due settimane fa (questa Udinese non merita i punti che ha). Questa volta le sue risposte sono più soft.

A Milan News comincia con la gara di domenica dove  c’è un giocatore che ne ha fatti 200 in Serie A e 12 solo al Milan. Si chiama Totò di Natale. Colpirà ancora?

“Totò Di Natale non mi pare uno che faccia differenze, ha segnato 200 gol in carriera. Se non ci fosse lui i 18 punti che ha l’Udinese in classifica sarebbero dimezzati. L’Udinese non ha una grande squadra, non sta giocando bene, in qualche partita è stata avvantaggiata dalla buona sorte, ad esempio con Napoli, Empoli e Lazio. È il giocatore determinante per i friulani, quindi potrebbe fare gol di nuovo al Milan, perché no?”.

Entrambe a 18 punti. Di Natale fa la differenza per l’Udinese, non si può dire lo stesso per il Milan che dovrebbe avere Torres come attaccante di riferimento…
“Sono contrario quando dicono che il Milan non abbia attaccanti e non abbia squadra. Ci sono Niang, El Shaarawy, Menez, Bonaventura, El Niño e non so cosa ci possa essere di meglio. Torres bisogna farlo giocare, dargli fiducia e aspettare che entri nella mentalità del calcio italiano. Ma sul fatto che sia un giocatore di grandissimo livello non ci sono dubbi. Di Natale determinante per l’Udinese, ma non si può dire che Torres non sia nessuno, la differenza è a suo favore. Non ha ancora fatto grandi cose, ma bisogna avere pazienza quando arrivano nuovi giocatori in un campionato. Il Milan ha un potenziale offensivo potenzialmente fra i migliori in assoluto, forse il migliore”.

Stramaccioni contro Inzaghi. Due giovani tecnici che arrivano dalle giovanili. Analogie e differenze?
“Sono stati dei predestinati, perché senza allenare molto in giro hanno avuto la possibilità di prendere in mano grandi club di Serie A. Pippo ha giocato di più, ha più esperienza sul campo di calcio rispetto a Stramaccioni. Andrea sta facendo bene a Udine, ha l’aiuto di Stankovic che è molto importante nel tenere unita la squadra, nel suggerire determinate cose. Pippo deve fare un minimo di esperienza, perché quando incontra allenatori più sgamati tipo Mancini, più abituati alle pressioni, non dico difficoltà, ma un minimo di differenza si vede”.

Tornerà Montolivo contro l’Udinese, quanto è mancato e quanto può fare la differenza?
“Montolivo è tecnicamente molto bravo, se riesce a gestire il gioco e a dettare subito i movimenti ai tre dietro Torres sarà un bene. Vediamo come disporrà la squadra Inzaghi, se giocherà coi tre centrocampisti o insisterà con i due centrocampisti. Sul piano tecnico, ovviamente, Riccardo dà qualcosa in più di Essien adesso. Con il suo ritorno Pippo può riproporre i tre dietro un un’unica punta. Prima o dopo dovrà dare un’impronta decisiva alla squadra, non è che se va male una partita, deve cambiare assolutamente ogni volta. Un ct deve stabilire delle gerarchie e vedere di migliorare con quel tipo di squadra. Se riesce a organizzare meglio Menez e a far arrivare qualche palla a Torres…non si può dire solo che Torres gioca male quando non gli danno una palla che sia una…”.

El Sharaawy invece come lo vede?
“Bene, un po’ innamorato di Menez, come Menez è innamorato di El Shaarawy. Tutti e due devono dare qualche palla di più a Torres”.

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