Gino Pozzo: “Copiamo gli inglesi su manager e diritti tv”

Gino Pozzo: “Copiamo gli inglesi su manager e diritti tv”

Gino Pozzo, proprietario di Udinese e Watford, confronta i due sistemi, quello della Lega Serie A e la Premier

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Il calcio italiano e quello inglese  visti da Gino Pozzo: “Non screditiamo troppo il nostro calcio: nel mondo come appel siamo secondi solo agli inglesi”, afferma a Repubblica. Dai fatturati non si direbbe “ma loro  hanno risolto i problemi e valorizzato il prodotto, mentre noi abbiamo fatto di tutto per svilirlo. Io credo che il problema sia unico: in Italia non si ragiona di “sistema” calcio. L’elenco che lei ha fatto è collegato, c’è un filo che lega tutto, ogni aspetto si porta dietro l’altro”.

Le differenze tra Udinese e Watford?  “Dalla Lega prendiamo 40/42 milioni, dalla Premier 130 milioni di euro. Ma la differenza non è nelle cifre ma nel modo in cui vengono divisi i soldi incassati dai diritti tv. In Italia è una palude: con l’Udinese posso anche provare a vincere lo scudetto ma i miei diritti lieviterebbero al massimo di 5 milioni di euro. Abbiamo una spartizione che tende a mantenere lo “status quo” voluto dalle grandi. In Inghilterra i soldi premiano i risultati del campo: 50% uguale per tutti, 25% legato ai risultati del campo, 25 % per i passaggi televisivi. I 130 milioni di euro possono diventare 180 se entrassi in zona coppe e se facessi il miracolo del Leicester, arriverei vicino ai 250 milioni di euro. Un incentivo a investire sulla squadra e quindi contribuire ad aumentare lo spettacolo con più tifosi allo stadio“.

La ricetta per far crescere il calcio italiano è presto spiegata:  Facciamo come in Premier o come in Spagna dove tutti sono diventati più ricchi. I presidenti facciano un passo indietro e diano pieni poteri ad un manager che possa lavorare in autonomia sul prodotto calcio: dai diritti tv , agli stadi, al marketing. Non è fantascienza, ma solo come si devono gestire aziende importante come la serie A“.

 

Poi gli impianti di proprietà: “Anche qui lo Stato può aiutarci: servono procedure più snelle e facilitazioni per accedere al credito. A Udine abbiamo pagato la burocrazia: anche senza chiedere un euro per lo stadio ci abbiamo messo 10 anni per completarlo. A Watford in 10 giorni ho avuto i permessi per rifare le tribune. E la metro me l’ha portata il sindaco senza chiedere nulla…“.

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