Gino Pozzo: Sognare non costa nulla…

Gino Pozzo: Sognare non costa nulla…

“A volte nel calcio la passione per la propria squadra ci porta a perdere il rispetto per l’avversario. Personalmente non capisco il tifo contro, la cosa più bella è  uno stadio che tifa per la propria squadra e non contro l’avversario”. parole di Gino Pozzo nella lunga intervista rilasciata a ‘Imagazine’. Proprio i tifosi sono il filo conduttore di tutto: “I tifosi sono l’elemento che lega una squadra al territorio e alle sue tradizioni. I tifosi trasmettono quella passione che rende unica ogni squadra. Una squadra vive della sua tifoseria.  A Udine non ci sono particolari meriti da parte del club, sono i Friulani  che hanno i valori del FairPlay e che li trasmettono  in maniera spontanea. E’ la società che trae vantaggio dall’ambiente nella quale vive”. Udinese+Calcio+v+Lecce+Serie+A+BXxhz28Y_BPlUna tifoseria che diventerà ancora più importante nel nuovo stadio: “Sarà l’elemento fondamentale per creare un maggior senso di di appartenenza, una maniera diversa per vivere l’Udinese. Si potrà respirare tutta la passione dei Friulani per la propria squadra: sarà una svolta nel rapporto tifoso-squadra. Finalmente saremo in grado di avere un proprio dodicesimo uomo a supporto dei giocatori: creeremo l’ambiente per le grandi imprese. Allo stesso tempo, intorno a questo progetto, si sono già iniziate a sviluppare tutta una serie di attività di marketing che rendono l’esperienza allo stadio unica per il tifoso, un appuntamento da non perdere e da vivere non solo per la partita, ma per tutte le attività che la circondano”. Lo stadio come punto di partenza per un ulteriore salto di qualità, dopo che il progetto si è consolidato negli anni: “Il modello tradizionale portava risultati normali. In una realtà come Udine, dove le risorse sono limitate rispetto ad altre realtà, si è dovuto pensare in maniera diversa per poter superare la dimensione. Passione e organizzazione hanno fatto il resto”. Il segreto è semplice: “L’Udinese ha saputo sviluppare un sistema di scouting e formazione dei giocatori unico al mondo, che ci permette di rimanere competitivi nel tempo perché per grandi giocatori che partono ci sono grandi talenti che arrivano e che vengono cresciuto all’interno di una grande organizzazione, dove nulla è lasciato al caso. Il lavoro svolto è sotto gli occhi di tutti. Siamo una società apprezzata alla quale vengono riconosciute conoscenza e professionalità. Siamo ben contenti di portare questo bagaglio quale contributo a favore delle istituzioni calcistiche: il fatto di contare sulla stima e il supporto di colleghi presidenti e proprietari ci lusinga e ci stimola a continuare su questa strada”. L’Udinese modello unico in Italia, in un Paese dove non è facile creare nuovi progetti: “Sono d’accordo con Agnelli: purtroppo siamo inseriti in un contesto Paese non particolaremente favorevole per lo sviluppo dei progetti necessari per metterci al passo con le altre grandi nazioni calcistiche. Anche in sede di Lega e Federazione i singoli interessi sono ancora troppo forti e si fatica a realizzare le grandi riforme. Però la passione intorno al calcio che si respira è molto forte, è il punto sul quale ripartire”. Spazio anche ai ricordi, ai giocatori al quale Pozzo Jr è più legato: “Amoroso e Sanchez, due fuoriclasse per i quali abbiamo dovuto dare fondo a tutte le nostre capacità per poterli avere a Udine”. Infine i traguardi: nessuno escluso, perché l’ambizione viene sognando: “Lo scudetto non può essere un obiettivo per una società come la nostra, però i sogni non costano nulla e non fossimo stati in grado di sognare non avremmo raggiunto questi risultati”.  

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