Gino Pozzo: “Torno a Udine per aiutare Colantuono”

Gino Pozzo: “Torno a Udine per aiutare Colantuono”

Parla Gino Pozzo. Al Messaggero Veneto il figlio del Paròn annuncia che torna a Udine per aiutare Colantuono. Che non è in discussione. “Ha solo bisogno di una mano e io arriverò lì per questo”. E l’Udinese non è in vendita

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Alla fine ha preso la parole. Gino Pozzo non può accettare che i tifosi pensino che la sua testa è solo al Watford, che l’Udinese è oramai una formalità da portare avanti senza interesse. Tutt’altro:  «Non è vero che non voglio metterci la faccia. Se le cose non vanno per il verso giusto la responsabilità in fondo è tutta mia: vuol dire che dovrò metterci più tempo e soldi», ha detto al Messaggero Veneto.

«Ho letto che devo metterci la faccia. Ho letto che siamo una società allo sbando. E questo non solo non corrisponde al vero, non è neppure generoso, considerando che la nostra storia la possono leggere tutti. Non siamo arrivati all’Udinese due giorni fa.  Sono friulano e orgoglioso di esserlo, non è vero che siamo pronti a gettare nel cestino un giocattolo rotto. Questo non è un club qualsiasi è un onore per noi guidarlo perché c’è un legame che ci muove», ha ribadito.

Ora la cura, quindi, per raddrizzare una stagione che è nata male, ma che potrebbe finire peggio e non si pone rimedio:  «Torno a Udine. Devo capire cosa non funziona e voglio aiutare Colantuono. Resterò qui fino a quando non riusciremo a centrare il traguardo della salvezza, un obiettivo che ritengo essere ampiamente alla portata dell’Udinese. Si tratta soltanto di comprendere perché gli innesti che abbiamo fatto lo scorso mese non hanno dato dei frutti, anzi. Abbiamo raccolto solo 3 punti nelle ultime otto gare. Non ho mai considerato l’esonero di Colantuono. Ho rispetto del suo lavoro e credo che la squadra abbia anche le caratteristiche per il suo calcio. Ha solo bisogno di una mano e io arriverò lì per questo. Colantuono ha ottenuto 24 punti nelle prime 18 giornate con quattro nuovi acquisti in meno e tre infortunati di peso come Zapata, Guilherme ed Heurtaux. Insomma, ha dimostrato di saperci fare, ma ora i risultati dicono che deve imboccare la strada giusta e noi siamo qui per aiutarlo a farlo».

Infine chiude con un proclama:  «Non vogliamo vendere l’Udinese. Non ho mai trattato per la cessione di quello che è il club chiave della nostra attività. Senza l’Udinese non esisterebbero i Pozzo nel calcio. Anzi, vi dico di più. Io qui voglio investire ancora. Non scappare».  Intanto c’è una salvezza da conquistare.

1 commenti

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  1. riso68 - 11 mesi fa

    Queste sono le chiacchiere.
    La storia degli ultimi campionati dice che l’avvento della holding (Granada ma sopratutto Watford) coincide con il declino dell’Udinese.
    Punto.
    Se vuole demandare ad altri i compiti che Lei non vuole o non può svolgere a Udine scelga persone valide e competenti e non i soliti yes-man. Altrimenti resti qui e faccia Lei.

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