I segreti del 3-4-1-2 di Gigi De Canio

I segreti del 3-4-1-2 di Gigi De Canio

Dal suo arrivo De Canio ha posto una regola tattica: si continua con la difesa a tre, ma avanti anche con il trequartista. Ecco dunque spiegato il 3-4-1-2 nei suoi dettagli tecnici. Ben sapendo che se la condizione non migliora l’Udinese faticherà con qualunque modulo

A volte basta poco per cambiare una squadra. E’ quello he spera Gigi De Canio che appena è arrivato ha sentenziato: “la difesa a tre non si tocca”. Ma non è questione di numeri, bensì di atteggiamento. Per cui bando all’ossessione di non prendere gol per poi prenderne lo stesso tanti e segnarne pochi. Via libera a un modo di pensare diverso: si può anche pendere un gol, l’importante è arrivare a segnarne uno in più, o quanto meno pareggiarlo. Così ecco spuntare il trequartista nel 3-4-1-2

Il trequartista (Fernandes) è quindi  uomo-chiave per vari ordini di motivi:
– innanzitutto viene deputato a quel ruolo un giocatore dotato di ottima tecnica individuale e di una buona abilità nel dribbling, e bisogna che vada a prendersi gli spazi entro cui può maggiormente sfruttare le sue qualità tecniche e psicomotorie;
– la sua posizione di base all’interno del modulo di gioco è idonea a mettere in difficoltà il sistema difensivo degli avversari, e gli consente un’efficace interazione – con palla e senza palla – con le due punte;
– sulla scorta del movimento di riferimento della punta sul lato della palla, produce una scelta tattica che può essere velocemente assecondata e sfruttata dall’altra punta e dagli esterni.

L’ex udinese, Elio Gustinetti nella sua tesi sul modulo ha aggiunto: nei movimenti d’approccio di un modulo 3-4-1-2 gli uomini chiave sono essenzialmente tre. Il mediano del lato forte, la punta del lato forte e, come detto, il trequartista.

Il mediano del lato forte (Kuzmanovic) deve essere il primo a porre in essere scelte tattiche, ossia movimenti di gioco, dirette a creare spazio utile in zona centrale.  Per fare questo: innesca un elastico nella medesima zona centrale, compiendo corse di smarcamento che devono essere adeguatamente assecondate dal compagno di reparto (Hallfredsson); oppure si allarga verso la zona esterna, formando una catena di gioco a rotazione con i movimenti dell’esterno e della punta del medesimo lato forte (Thereau).
Riguardo a quest’ultima, il suo movimento di approccio è fisso: deve consistere nel movimento d’appoggio sul possesso palla del difensore, al quale bisogna offrirgli soluzioni immediate davanti alla linea della palla anche oltre la linea mediana, e al quale non bisogna far scottare la palla tra i piedi…mai!

Facile? I movimenti sulla carta lo sono tutti, poi il campo è altra cosa. Per questo al di là delle novità tattiche proposte, De Canio sta lavorando sulla testa dei giocatori, ma anche sulle gambe. La condizione è quella che è, ed è questo l’aspetto più preoccupante lasciato in eredità da Colantuono. Perché il 3-4-1-2 comunque lo si veda ha un dispendio enorme di energie specie in mezzo al campo, per questo anche la testa va allenata a gestire certe situazioni e certi carichi.

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