Iachini: la cura dei dettagli è fondamentale

Iachini: la cura dei dettagli è fondamentale

Alla vigilia della sfida con il Chievo, il tecnico dell’Udinese sottolinea: “La squadra è in crescita, ma ci sono diversi aspetti da migliorare. Le occasioni importanti vanno concretizzate, soprattutto contro una squadra esperta e forte come quella veneta”. Wague o Heurtaux al posto di Widmer

Non c’è due senza… Meglio non dirlo a voce troppo alta in casa Udinese. Le vittorie con Empoli e Milan hanno restituito fiducia e serenità all’ambiente bianconero, ma tutti sono consapevoli – mister Giuseppe Iachini in primis – che la squadra della crescita è ancora lunga. Il gruppo sta rispondendo nel modo giusto alle sollecitazioni del suo allenatore, ma ci sono alcuni aspetti ancora da migliorare. Soprattutto nell’area avversaria. Intanto domani i friulani sono attesi da un lunch-match che non va sottovalutato, visto l’avversario storicamente ostico: il Chievo di Rolando Maran (che non potrà sedere in panchina causa squalifica). Di questo e molto altro ha parlato pochi istanti fa in conferenza stampa mister Iachini.

Mister, dopo le buone prestazioni con Empoli e Milan quale Udinese dobbiamo aspettarci domani?

Ogni partita ha una storia a sè. Strada facendo siamo andati a curare alcuni aspetti tattici che devono diventare le nostre certezze, abbiamo da perfezionare alcune cose, ma si tratta di passaggi normali per la crescita del gruppo. Siamo ancora all’inizio di questo percorso, abbiamo ancora molto da fare. Quando vai a Milano e ti presenti 6-7 volte nell’area avversaria e non riesci ad andare in gol, vuole dire che c’è qualcosa da migliorare. Domani affronteremo una squadra forte, esperta che si è rafforzata con un portiere forte come Sorrentino, che ho avuto con me per tre anni. Anche con Maran c’è un grande rapporto da anni di stima reciproca e che da tre anni sta lavorando molto bene. Sicuramente il Chievo è più avanti di noi, ma siamo consapevoli dei miglioramenti che stiamo compiendo. Fondamentale è ricostruire il rapporto con i tifosi e con l’ambiente.

La brutta notizia della settimana è l’infortunio occorso a Widmer…

Dispiace per come è arrivato questo infortunio. Il ragazzo stava lavorando molto bene sia nella difesa a tre, che in quella a quattro. Così come per Heurtaux e Samir si tratta di episodi sfortunati e inusuali. Pazienza, dobbiamo comunque mandare in campo una squadra che sia gruppo, sia una squadra organizzata. Dobbiamo lavorare ancora e abbiamo margini di crescita.

Giocherà Wague al posto dello svizzero?

Abbiamo Heurtaux e Wague in quel ruolo, entrambi verranno valutati nella rifinitura odierna. Entrambi sono reduci da infortunio, il primo alla mandibola il secondo alla spalla, valuteremo chi è più pronto. Hanno caratteristiche diverse da Widmer, però non dobbiamo crearci alibi. Chi entra deve dare il 200 per cento. Angella? No, lo considero un centrale.

E su Maran squalificato cosa ci dice?

Mi dispiace per il collega. Ma durante la partita ci sono possono essere episodi che generino tensione.. Mi spiace che non ci sia.

Il Chievo è una squadra esperta, pragmatica, che non lascia spazi agli avversari. Gli uno contro uno potrebbero essere determinanti…

Saranno importanti tanti fattori: l’atteggiamento, l’approccio, la tattica, gli uno contro uno… Se ci capiteranno le occasioni importanti andranno trasformate. Si tratta di episodi che poi possono diventare fondamentali sul piano tattico. Spesso non abbiamo la lettura giusta nel momento giusto. Non sempre abbiamo l’attenzione che dovremmo avere. Sulla cura del particolare dobbiamo insistere, è l’unica via per crescere e migliorare.

Ma cosa vorrebbe vedere esattamente dai suoi?

Voglio vedere una continuità di prestazione. Ci vuole la mentalità giusta. Il risultato ne è conseguenza. Dobbiamo insistere nella ricerca della prestazione individuale. Non ci può aspettare la perfezione, ma solo la continuità di atteggiamento e di attenzione.

Sta ragionando sul fatto che affronterete tre gare in sette giorni?

Non si fanno conti, pensiamo a una partita per volta.

C’è un giocatore che sta diventando determinante: Perica. E’ il croato l’alter ego “ufficiale” di Zapata?

Perica lo conoscevo attraverso da tempo i video, ma avendolo già dal ritiro abbiamo potuto compiere lavori di tattica individuali. Abbiamo provato i movimenti di smarcamento giusti, spesso andava fuori dalla porta, non sempre riusciva ad andare in gol, ci abbiamo lavorato tanto, è cresciuto, ha comunque ampi margini di miglioramento. Sicuramente se è rimasto con noi è perchè riteniamo che abbia le qualità giuste per darci una mano. Alter ego di Zapata? Tutti gli attaccanti possono giocare insieme, tutti devono sentirsi utili alla causa, che scendano in campo dall’inizio oppure durante la gara. Chi entra ha la possibilità di far vincere la squadra, questo lo dico sempre a tutti.

E Zapata a che punto è?

Ci aspettiamo molto da tutti. Non dimentichiamoci che Zapata è molto giovane e può migliorare ancora. Quando si gioca da squadra, possono emergere le qualità del singolo.

Era da due anni che l’Udinese non subiva gol in due gare consecutive… quanto conta l’aspetto difensivo?

Non prendere gol nel calcio è importante. Ho sempre impostato le squadre per segnare il gol, ma bisogna lavorare prima sulla fase difensiva.

Come valuta la crescita generale del gruppo?

I ragazzi stanno cercando di ragionare da squadra, da gruppo. Non si guarda all’interesse del gruppo, ma a quello dell’Udinese. I giocatori che risolvono la partita spesso sono quelli che entrano dalla panchina. Sono tutti fattori sui quali stiamo lavorando, oltre alla parte tattica. La tabella di marcia è ancora lunga, ma la disponibilità dei ragazzi è un buon punto di partenza per continuare a lavorare bene, chiaramente anche i risultati positivi aiutano. Basti pensare alla pressione delle prime settimane… Ci sono ancora delle nuvole che dobbiamo spazzare via…

 

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