Immensamente Udinese. Napoli annientato

Immensamente Udinese. Napoli annientato

Una Udinese semplicemente perfetta annienta il Napoli. De Canio dà una lezione di calcio a Sarri, ma soprattutto dimostra che la sua cura ha avuto un effetto immediato e decisivo. I friulani nel giorno della Festa del Friuli hanno regalato la migliore prestazione delle ultime stagioni e forse ipotecato la salvezza

3 aprile 2016: nella giornata della festa del Friuli (nel 1077 è nata la Patria) l’Udinese ferma il Napoli ostentando la migliore gara della stagione e forse degli ultimi anni. Una partita perfetta, studiata magistralmente da De Canio e giocata alla perfezione dai bianconeri.

I partenopei hanno forse sottovalutato la forza dell’Udinese che come sempre detto non è da Champions, ma nemmeno da terzultima posizione. La passata gestione ha camuffato le carte, De Canio cha ridato tranquillità e un’idea di gioco che anche con la corazzata Napoli è venuta fuori. Ma il tecnico lucano ha anche preso in mano uno spogliatoio che Pozzo già l’anno scorso definiva « difficile », escludendo Di Natale e Domizzi e dando spazio a chi si impegna di più in allenamento. Lo ha fatto con stile e fermezza e anche questo è un messaggio chiaro arrivato al gruppo.

La squadra di Sarri pensava di poter fare un  solo boccone dei bianconeri, invece si è trovata ingarbugliata in un assetto offensivo che ha costretto i centrocampisti partenopei ad arretrare parecchio il loro raggio d’azione, impedendo così i rifornimenti alle punte. Ma è l’Udinese a fare la musica: Widmer è lo Steve Howe della fascia destra, Badu il Cozy Powell del centrocampo, Kuzmanovic il Paul Mc Cartney della mediana. Chitarra, batteria e basso che si sommano al piano suonato da De Canio e alla voce di Fernandes che spicca su tutti, come quella di Freddie Mercury quest’oggi.

Per Sarri e i suoi solo tante stonature: Jorginho avvolto da una nube bianconera, Insigne e Higuain isolati e ben marcati, ma nessuno degli azzurri è parso saper tenere botta all’Udinese. Ma è stato il nervosismo il filo conduttore dei campani: quando si sono accorti (ovvero subito) che non sarebbe stata una passeggiata sono andati in tilt, prima Sarri poi anche Higuain.

De Canio ha preparato al meglio tutti i dettagli della gara. Ma il merito va ai giocatori che seppur con una condizione non ottimale, ereditata dal recente passato, hanno saputo fare dell’intelligenza tattica la loro arma. Movimenti calcolati, pressing sì, ma non a testa bassa come un tempo, attacchi veloci e una manovra che finalmente trova respiro con giocatori giusti al posto giusto. E il risultato poteva essere anche più tondo alla fine. Ma soprattutto il dominio assoluto per tutti i novanta minuti hanno detto che al “friuli” c’era in campo una sola squadra.

L’Udinese si gusta questa vittoria che per il suo tecnico non vuol dire salvezza. Vero, ma è un biglietto da visita di quelli che scottano le mani per gli avversari. Per la squadra di Sarri una sconfitta che sa anche di resa verso la Juve.

 

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