In silenzio

In silenzio

Fuori i c…ni ›. ‹ Undici leoni, vogliamo undici leoni ›. ‹ Andate a lavorare ›. Sono i cori riservati all’Udinese dai suoi tifosi. La sconfitta di Parma ha lasciato non una cicatrice, ma evidentemente qualcosa di più nella mente e nello spirito dei bianconeri. Incomprensibile come si possa passare da gladiatori a Genova a statue nel giro di sette giorni: spiegazioni e analisi vanno fatte a mente fredda, rimane oggi un’ulteriore amarezza che – certamente – non passerà inosservata ai Pozzo in tribuna a vedere la squadra perdere ancora in casa.
Come detto non ci sono molte parole, lo shock è evidente nei volti di Stramaccioni e dei suoi: una innaturale paura ha impregnato l’Udinese, mentre di contro c’è stato un Palermo che si gode la primavera.
Come può essere che l’Udinese non abbia fatto uguale, visto che la classifica glielo consente? Come può essere che l’agonismo messo in campo fino a sette giorni fa sia svanito? Come può essere che anche i giocatori d’esperienza falliscano? Com’è possibile che non ci sia stata reazione dopo il gran gol di Laazar? Come può essere?

LA PARTITA – Nessuna sorpresa nelle formazioni, Stramaccioni questa volta punta sul sicuro e non lancia inizialmente giovani. Anche il modulo è quello usato per gran  parte della stagione, il 3-5-1-1, anche se la squadra cerca di cambiare spesso pelle in corsa.
Parte bene, comunque, l’Udinese: piglio giusto e subito un bel tiro di Di Natale.
La partita si sviluppa con un ritmo non elevato, molto possesso dell’Udinese e Palermo che si rende pericoloso con Dybala e Chochev in contropiede.
Dopo una buona partenza dell’Udinese è il Palermo a uscire e a segnare: Lazaar lasciato solo sulla trequarti inventa un tiro nell’incrocio. Tifosi bianconeri che iniziano a protestare con ‘fuori i c…’, ma lo shock nella squadra è alto e solo pochi minuti dopo la difesa bianconera si fa bucare da Rigoni ben servito da Dybala: è il 2-0, è notte fonda per l’Udinese che non sembra reagire.
Di Natale passa a giocare uno punta per far diventare la squadra un 4-3-3: esperimento che però non coincide con l’atteggiamento.
Nella ripresa si comincia con Perica al posto di Piris: l’atteggiamento se da un lato appare migliore, dall’altro a ogni attacco dei rosanero è pericolo e al 20’ si chiude il conto con Chochev dopo un grave errore di Widmer.
Ad ‹ addolcire › la partita ci pensa Di Natale, che sale a quota 204 gol, ma la consolazione è magra e i tifosi fischiano.

Non ci sono risposte al momento, di certo la situazione si fa calda: la società che aveva mandato in ritiro i giocatori nell’immediato post partita di Parma, probabilmente allungherà la punizione. Chi si colpirà però è indecifrabile, perché a Udine sembra essersi instaurato un clima di caccia alle streghe incomprensibile e che rischia di danneggiare il futuro oltre che al presente. Il tutto mentre, tra i fischi, emerge un assordante silenzio in campo: senza parole.

©Mondoudinese

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy