La condizione fisica dell’Udinese e quel monito di Pozzo…

La condizione fisica dell’Udinese e quel monito di Pozzo…

Paròn Pozzo dopo Genova l’aveva vista lunga: “L’allenatore (Colantuono, ndr) quest’anno ha stravolto la preparazione e qualcosa non ha funzionato”. Col Sassuolo squadra è durata bene 60 minuti, poi il calo vistoso. Che può fare De Canio? Poco sulle gambe, meglio puntare sulla testa a questo punto

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Le parole di Paròn Pozzo dopo la sconfitta di Genova con i rossoblu oggi appaiono ancora attuali: “Ho notato che da diverso tempo la squadra arriva sempre dopo sui palloni. L’allenatore (Colantuono, ndr) quest’anno ha stravolto la preparazione e qualcosa non ha funzionato“, aveva detto a caldo il numero uno del club bianconero.

Pozzo, uno che la vede sempre lunga, specie quando si parla di preparazione. E’ lui, del resto, che da anni promuove uno staff che lavori per il club a prescindere dagli allenatori. Ed è lui che ha sottolineato per primo quello che quest’anno stava venendo meno a suo parere, ma anche a parere di molti.

La conferma è arrivata da Reggio Emilia: la scossa data da Gigi De Canio è stata notevole, la squadra ha giocato bene e di prima come da tanto tempo non si vedeva. Un tempo in vantaggio meritatamente e senza subire, con Karnezis a fare da spettatore.

Poi…Poi già a inizio secondo tempo un calo notevole: le gambe che non giravano più come prima, il pareggio e l’affanno finale nel tenere il risultato. Meritato, ma che ha mostrato che al di là della paura subentrata dopo la rete del Sassuolo c’è anche una questione fisica.

Hallfredsson, Kuzmanovic non sono ancora al pari degli altri, del resto sono arrivati a gennaio. Felipe dopo una stagione ad alti livelli, negli ultimi venti minuti è parso in affanno. Wilder è durato 60 minuti, poi il calo; Zapata anche a causa dell’infortunio è ancora all’80 per cento e il calo finale si vede. Ma lo stesso vale per Thereau, anch’egli tra i migliori per 60 minuti, poi calato alla distanza.

Che può fare De Canio? In nove settimane poco. Purtroppo la sosta arriva al momento giusto, ma undici elementi andranno via con le rispettive nazionali.

Si deve lavorare sulla testa a questo punto più che sulle gambe. E trovare ulteriori soluzioni offensive: benissimo il nuovo corso col 3-4-1-2, con giocatori giusti al posto giusto. Solo che serve ancora più cattiveria sotto rete. L’Udinese ha avuto la possibilità di chiudere la partita e non l’ha fatto: un gol solo non basta, specie con certe squadre di fronte.

La condizione si può migliorare, ma oramai siamo allo sprint finale: le energie che verranno fuori saranno nervose più che muscolari. Anche se lo staff del tecnico lucano è bravo e meticoloso non solo nei particolari tattici. Una cosa è certa: un’alchimia serve per resistere novanta minuti a certi livelli, altrimenti la corsa salvezza si fa davvero ad ostacoli.

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