La coperta è corta

La coperta è corta

I numeri saranno tali, ma questa Udinese non é né carne né pesce, costruita prendendo tanti, troppi, doppioni e lasciando scoperti certi ruoli. La difesa a quattro sarà la base anche per Delneri ma non sarà facile trovare i tasselli e soprattutto non contentare nessuno…

1 Commento

Si riparte da Gigi Delneri, ma si riparte anche dai vecchi problemi, da una coperta che da qualunque parte la tiri rimane sempre corta. Il tecnico di Aquileia è famoso per il suo 4-4-2 dove le fasce sono determinanti. Lo riproporrà anche a Udine?

Facile a dirsi, difficile a farsi. Primo perché c’è da capire la disponibilità della squadra, che non è scontata come si è visto nelle ultime stagioni con diversi allenatori e metodologie. Secondo perché anche trovando i laterali adatti (Widmer e Faraoni a destra, Armero e Jankto a sinistra), in mezzo si aprirebbe una voragine tra chi deve stare fuori.

Ovviamente i benpensanti a cui sembra di giocare a Football Manager risponderanno che chi sta fuori deve solo darsi da fare per conquistarsi il posto. Peccato che l’Udinese non è un videogioco e il problema di fondo riscontrato senza risolverlo da tutti i recenti tecnici è stato proprio la gestione del gruppo. Chi sta fuori piagnucola, troppo livellata la rosa per imporre una meritocrazia non scritta.

Così in mezzo con un 4-4-2 chi pensare? Kums e Badu? Hallredsson e Fofana, elogiato apertamente  dallo stesso Delneri? E Balic, Lodi e soprattutto De Paul?
senza dimenticarci l’attacco dove non ci sarebbe spazio per molti. La sensazione è che come già detto si sia fatto un mercato un po’ a casaccio, con doppioni dove non serviva e con ruoli ampiamente scoperti, con un’idea di 3-5-2 mai puntellato e abbandonato alla prima vera difficoltà.

Così Delneri dovrà inventare qualcosa: Forse De Paul largo a sinistra, forse Evangelista a destra, ma ci sarà sempre un disavanzo difficile da gestire e uno squilibrio abbastanza evidente .

Forse, però, prima dei numeri il buon Gigi dovrà farsi capire nello spogliatoio, imporsi e decidere chi non è utile dicendoglielo senza mezzi termini. Servirà l’appoggio del club, servirà soprattutto trovare qualche leader vero tra i giocatori che segua il tecnico e si imponga con i compagni. Forse questa sarà l’impresa più complicata, tanto quanto una salvezza che rimane l’unico, vero obiettivo.

1 commenti

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  1. marcomarangone - 4 mesi fa

    Lodi, Koné e Badu (per limitarsi al centrocampo) hanno fatto il loro tempo a Udine.
    Sistemandoli altrove a gennaio si risolve il problema degli esuberi nel reparto.

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