La cura

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Udinese, se ci sei batti un colpo! A Bologna urge una risposta dai bianconeri entrati in un vortice di sconfitte che è solo il proseguo di quanto già visto ( o non visto) l’ultimo anno di Guidolin e l’anno scorso con Stramaccioni al comando. Segnale, questo, che prendersela con gli allenatori è superficiale e riduttivo. Come sempre sostenuto un bon allenatore diventa tale se ha una buona squadra. Oggi a Udinese nemmeno Guardiola plebe fare miracoli.

L’ossatura è quella che è, rimasta intatta nonostante due stagioni negative. Anzi, è diventata più vecchia e con meno individualità.
La partenza di Allan, per esempio, è tata forse sottovalutata. il miglior centrocampista della scorsa stagione eccome se ha pesato nel computo generale. Oggi in quel ruolo si sta provando a inserire Lodi, un buon giocatore, ma ricordiamo che è arrivato da svincolato a mercato chiuso non lo si faccia passare per prima scelta. Insomma si sta correndo ai ripari mettendo qualche cerotto qua e là, ma l’impressione già detta a inizio stagione è che questa squadra sia attrezzata per una onesta salvezza e non di più.

Magari essere smentiti, ma intanto l’importante è confermare almeno questa opinione. per farlo serve fare punti a Bologna in una gara delicatissima contro i rossoblù che, come l’Udinese, non vivono un gran momento. Ma, mentre sotto le Due Torri l’ambiente appare compatto, a Udine ci sono tante componenti negative.
I tifosi amano visceralmente i colori, ma non amano più certe scelte del club (vedi naming o cessione di Pinzi). Insomma la fiducia ai Pozzo è ai minimi degli ultimi anni, tanto è che proprio la proprietà è vista come l’imputata maggiore di questo momento (vedasi sondaggio in corso).
Nessuno se la prende con Colantuono, ma nemmeno con la squadra. Qui non si tratta di impegno, ma di carenze tecniche almeno secondo la maggior parte dei tifosi.
Ora per la svolta si farà un passo indietro, anzi quattro. Ovvero si riparte dal 4-4-2 (a rombo) caro al tecnico di Anzio, che probabilmente ha snaturato il suo credo calcistico proprio per andare incontro alle esigenze della squadra. Giusta o sbagliata che sia stata, ora la decisione è cambiare rotta.
Se basterà o meno a dare la scossa lo si vedrà al Dall’Ara. In caso che non serva Colantuono non rischia: è l’Udinese a quel punto a rischiare davvero di finire invischiata in una lotta per retrocedere che non si vive da anni in Friuli. Una lotta che necessita di giocatori avezzi a questo e che, forse, non ci sono attualmente in rosa. Per cui prevenire è meglio che curare. Anche perché la medicina sarebbe un ritiro, qualche stralo, poco altro. E non sarebbe una grande cura.

 

 

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