La svolta buona?

La svolta buona?

L’Udinese vince il derby col Verona e dà una nuova svolta al suo campionato: che sia quella buona o meno lo dirà il tempo, ora l’obiettivo per Colantuono è dare continuità, identità e non far cadere il gruppo in una sensazione di rilassatezza

Finalmente un passo avanti importante. L’Udinese nel momento più critico riesce a rialzare la testa, ma ora guai a pensare di essere sempre stati belli, di aver fatto quel che si doveva. La svolta vera sarà confermare che ci sarà continuità, pur non avendo obiettivi che non siano il raggiungimento matematico della salvezza.

Comunque a qualcuno fischieranno le orecchie: il nuovo 4-3-3 che diventa 4-5-1 in fase di non possesso eccome se calza a questo a squadra. Perfino Adnan appare rinfrancato, ma sono tutti i reparti ad aver trovato giovamento da un sistema di gioco più ordinato, che mette in luce al meglio le caratteristiche dei vari giocatori.

Questa almeno l’apparenza, ora ovviamente serviranno conferme. Il match point con il Frosinone non può essere fallito, per non ricadere in una mediocrità di numeri e giudizi. Come detto da Paròn Pozzo ora tutti devono dare di più.

Il rischio di cadere in una vacanza anticipata c’è, specie ora che davvero la classifica dice che i bianconeri sono in effetti troppo forti per pensare a quelle che stanno dietro e ancor troppo deboli per competere con le prime 7-8 del campionato.

Sarà questa la sfida da vincere, intanto Colantuono salva panchina e (ri)lancia Di Natale: il capitano così com’è è ancora indispensabile. Giocate  e resistenza fisica, alla faccia di chi lo voleva bollito o pre pensionato di lusso. Lui c’è e questa squadra è ancora sua. Terminale offensivo di un nuovo modo di stare in campo che torna a esaltarlo visto che è meno responsabilizzato. Rilanciato anche Fernandes, che già a Empoli aveva mandato segnali importanti, prima di essere di nuovo accantonato.

Oltre ai risultati la sfida di Colantuono sarò dare quindi identità e certezze sugli interpreti a questa Udinese. Non si può cambiare formazione ogni domenica, serve una gerarchi meritocratica.

L’equilibrio sarà confermare quanto di buono visto, ma anche migliore certi errori che fin qui sono sempre costati cari. Come detto da Paròn Pozzo, tutti devono dar ancora di più.

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