La timeline di Oddo: “Dobbiamo lavorare sul possesso palla”

La timeline di Oddo: “Dobbiamo lavorare sul possesso palla”

Questa sera il tecnico bianconero è stato ospite di Udinese Tv: “Il primo passo sarà mettere i giocatori nelle condizioni migliori per poter segnare”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Cinque giorni non possono essere sufficienti per cambiare volto e mentalità a una squadra di calcio. Ma possono bastare per lanciare un messaggio, diffondere un po’ di autostima e consentire ad alcuni elementi di rialzare la testa dopo un avvio di stagione in controluce. E’ quello che ha cercato di fare Massimo Oddo, neo-allenatore dell’Udinese, giunto a Udine soltanto sei giorni fa. Contro il Napoli la formazione bianconera non solo ha rialzato la testa, ma ha mostrato grinta e coraggio come non avveniva da tempo. Nel corso di Udinese Tonight, in onda questa sera su Udinese Tv, l’allenatore pescarese ha risposto alle domande di giornalisti, tifosi e tecnici presenti in studio.

Mister, la sua “revolution” da dove è partita?

E’ difficilissimo subentrare e incidere, soprattutto per quanto concerne l’aspetto tecnico-tattico. In cinque giorni puoi cambiare modulo e mettere i giocatori nelle posizioni che prediligono, ma nulla di più. Si può, invece, lavorare sull’aspetto mentale per far capire alla squadra che ha delle qualità, delle doti, ma che ha bisogno di essere “squadra”. Ieri l’Udinese ha dato l’idea di solidità e di compattezza di squadra. Anche soffrendo, visto il livello dell’avversario. In alcuni momenti ci siamo riusciti ad andare a prendere il Napoli altissimo. D’altronde contro un avversario così o li vai a prendere altissimi o ti abbassi molto, come abbiamo dovuto fare in alcuni frangenti del match. In entrambe le situazioni siamo riusciti a metterli in difficoltà.

Ha rivisto la gara con il Napoli?

Ho rivisto la gara due volte. Una volta è “viverla”, un’altra cosa è rivederla. Ho avuto la sensazione che raramente la squadra abbia dato l’impressione di poter subire gol da un momento all’altro. Questo è un aspetto molto importante. Appena arrivi, servono pochi suggerimenti ma più chiari. La fase più complessa è quella che riguarda il possesso palla. Ci vuole maggior tempo.

Le guarda le statistiche?

Sì, tutto fa brodo (sorride, ndr).

Come ha trovato la squadra al suo arrivo?

I ragazzi stanno bene, a parte gli infortunati. Ho visto tutti in buona salute, li ho trovati un po’ “tristi” al mio arrivo probabilmente per l’andamento del campionato. Ma ho detto loro che c’è tutto il tempo per migliorare, per riprendersi e finire alla grande questa stagione. Ci sono ottime individualità in rosa, mi aspetto una crescita costante da questi ragazzi.

Come ha trovato, in particolare, Balic?

Non l’ho mai sentito parlare. Parla pochissimo, non so se sia per timidezza o perchè non conosce ancora la lingua. Ho detto che li ho visti tristi perchè quando un allenatore viene esonerato è un po’ un fallimento per tutti. A Balic ho dato fiducia perchè l’ho visto bene, ha talento, in questo contesto ci stava bene. Sono onesto, se ci fosse stato Behrami non avrebbe giocato dall’inizio.

Ha detto che alcuni ragazzi, come Fofana, De Paul… sono indietro tatticamente. Ci può spiegare cosa intende nel dettaglio?

Credo che alcuni ragazzi abbiano proprio nell’aspetto tattico il loro limite più grande. Ci sono alcuni giocatori che per vari motivi hanno bisogno di lavorare molto sulla tattica individuale e di squadra. Alcuni sono disordinati in campo. Ci sono alcune lacune che cercheremo di colmare, ma c’è bisogno di tempo.

Tornando alla gara di ieri, cosa non ha funzionato?

In occasione del rigore c’è stato qualche errore, non dei difensori, ma dei centrocampisti che non hanno assorbito il taglio di Allan.

Fofana nota stonata. E’ d’accordo?

Io darei un 8 a tutti i ragazzi per l’impegno in fase difensiva. Ma c’è anche un 4 da dare alla fase di possesso palla. L’Udinese non ha concesso nulla al Napoli e questa è una nota di merito. Poco importa se fossero stanchi o se il campo era brutto… Per quanto riguarda la fase di costruzione, può succedere che contro il Napoli non crei molto. Ma questo l’aspetto sul quale bisogna lavorare. Tante volte si è visto qualche giocatore che non si metteva in luce per farsi passare il pallone. Serve una certa mentalità. Tornando a Fofana, ha fatto una partita di grande sacrificio. Ieri è stato troppo attento a seguire le mie direttive, si sarebbe anche dovuto buttare. Invece è rimasto lì. Può fare molto, molto di più.

Che idea si è fatto di Ewandro?

Ha enormi qualità tecniche, ma non è pronto per giocare in questo momento. Se riuscirà ad allinearsi agli altri, avrà le sue chance come tutti. Non ho preclusioni.

E di Nuytinck?

Nuytinck è un giocatore importante, che ha delle qualità. Ieri ho fatto una scelta diversa, perchè cambiando modulo, ho bisogno di conoscenze tattiche e ho mandato in campo quelli che ne hanno di più. Ogni settimana farà le sue valutazioni.

Da suo padre Francesco, anch’egli allenatore, cosa ha preso?

Mi ha trasmesso l’amore per il calcio. Io ascolto tutti, ma ciò che conta è avere una propria idea.

C’è qualche allenatore che l’ha “influenzata” maggiormente?

Ho imparato da tutti, in senso totale, a 360 gradi, anche da quelli meno bravi. Ho imparato a non commettere determinati errori. La vita ti mette alla prova continuamente, devi cercare di farti trovare pronto.

Ma il calcio giocato non le manca? Lei ha smesso da poco…

Sto provando a tutti i modi a organizzare una partitina (sorride, ndr). Il campo rimane una passione, certo. Io comunque mi sono staccato subito, perchè ho deciso io di smettere. E’ stata una mia scelta. Nel momento in cui ho smesso, mi sono posto subito altri obiettivi. Il problema è quando non hai obiettivi, perchè continui a vivere di ricordi.

Tornando all’attualità, l’Udinese non ha una punta in grado di segnare molti gol, ma è andata in rete con 13 calciatori diversi. Questo aspetto la preoccupa?

Lo scorso anno non ne avevo neanche una… Erano tutti infortunati, mi sono ritrovato solo Caprari che non è una punta e si è adattato. Qui ne ho sei, tutte con caratteristiche diverse. Se noi ieri avessimo avuto Icardi, non avremmo fatto gol. Dobbiamo mettere in condizione chi gioca in quel momento di punta di fare gol. Poi ci vuole la scaltrezza, il fiuto del gol.. ma il primo passo, ripeto, è mettere i giocatori nelle condizioni di poter segnare. Ieri non ho fatto scaldare Maxi Lopez, che considero molto forte, ma contro il Napoli avevo bisogno di punte mobili. In altre partite tornerà più utile di altri.

Dicembre sarà un mese-chiave dal punto di vista della salvezza…

Io vorrei cominciare a vedere avanti e non dietro. Perchè sono uno positivo di natura, perchè mi piace partire con questa idea, perchè credo che la squadra abbia le caratteristiche per risalire. Certe gare sono importanti per la classifica ovviamente, ma noi dovremo cercare di conquistare punti in tutti gli incontri.

La preoccupazione più grossa è il tempo?

Il tempo aiuta, certo. Molto dipende dai ragazzi, molto dipende da me e dal mio staff. La squadra ha dimostrato di apprendere molto velocemente. Perchè è necessario che tutti abbiano fiducia nelle nostre idee. L’unica risposta è il campo dopo che hai lavorato sodo durante la settimana o durante più settimane. In questo momento ho bisogno dei giocatori più in forma possibile. Ora conta vincere.

Le manca un giocatore con le caratteristiche di Immobile?

Come caratteristiche abbiamo giocatori che hanno tutto. Ma ci sono alcune cose sulle quali dobbiamo migliorare.

Tra Facebook e Instagram, è molto social…

Mi ci diverto. Non sono un “gossiparo”, metto cose di campo, cose che fanno della vita passata da calciatore. Profili dei miei calciatori? No, non li controllo. Ma credo sia giusto uniformarsi ai cambiamenti attuali, anche per tenere i contatti con chi ti segue. E anche con quelli che ti mandano a quel paese…

Tornando alla rosa bianconera, cosa ci dice di Antonin Barak?

Ha enormi potenzialità e ampi margini di miglioramento. E’ un giocatore di grande avvenire che può migliorare tantissimo perchè ha immense qualità.

A livello nazionale, si sta assistendo a un “ringiovanimento” delle panchine. Basti pensare a Inzaghi a Venezia o a Leonardo Colucci a Pordenone, per restare nel Nord Est e parlando di tecnici che conosce assai bene…

Credo che sia inevitabile, perchè prima o poi qualcuno smette (sorride, ndr). Adesso comunque è vero ci sono molti allenatori giovani e quelli che sono oggi impiegati sono molto bravi. Merito di alcuni meno esperti che hanno vinto, come Antonio Conte.

Tra l’altro, la notizia del giorno è l’ingaggio di Gennaro Gattuso al posto di Vincenzo Montella al Milan. Cosa ne pensa?

Mi dispiace per Montella, mio ex compagno di Nazionale. Sono contento per Rino, persona molto seria che si trova in una realtà difficile. Non sarà facile gestire la situazione.

Restando in rossonero, è Ronaldo il giocatore più forte con il quale ha giocato?

Uno dei giocatori più forti, sicuramente. Era incredibile. Ma me lo ricordo bene soprattutto da avversario, quando era all’Inter ed era integro, una bella gatta da pelare.

I tifosi dell’Udinese, da sempre, chiedono prima di tutto l’impegno alla squadra…

Penso che questa sia una delle prerogative che do’ sempre ai miei ragazzi. Chiedo sempre ai giocatori di dare tutto. Visto che sono stato calciatore, conosco certe dinamiche. Finita una partita, ciò che conta non è il risultato ma la consapevolezza di aver dato tutto.

Tornando all’attualità, giovedì arriva il Perugia per il quarto turno di Coppa Italia. Quanto sarebbe importante cogliere un risultato positivo in vista della gara con il Crotone del 4 dicembre?

Sarà molto importante, perchè nel calcio vincere è fondamentale. Metterò in campo la formazione migliore, perchè è importante passare il turno. Turnover tra Coppa e Crotone? In quattro giorni si recupera molto bene… Chiaro che ci sono particolare esigenze, legate a infortuni e alla condizione di alcuni elementi. Starà ai ragazzi dimostrare di essere pronti.

Infine, la questione portieri è molto dibattuta a Udine con un giovane azzurro come Scuffet, partito titolare, e poi relegato al ruolo di secondo alle spalle dell’esperto Bizzarri. Come risolverà il problema?

Se fosse stato tutto perfetto, ci sarebbe un altro allenatore qui… (sorride, ndr). Ieri ho visto un portiere sicuro, bravo, sfortunato in occasione nel rigore, perchè non ha sbagliato, ci tengo a sottolinearlo. Conosco Bizzarri, è un portiere che lo scorso anno non ha fatto benissimo, ma in quel marasma sarebbe stato difficile per chiunque. Con grande onestà, dico che non ho ancora affrontato il problema. Mi aspetto che Simone faccia un salto di qualità mentale. Quando sei giovane è normale attraversare questi momenti di difficoltà. Ma credo che la partita di ieri gli abbia dato fiducia.

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