L’entusiasmo di De Canio: uniti possiamo centrare l’obiettivo

L’entusiasmo di De Canio: uniti possiamo centrare l’obiettivo

Il neo-tecnico dell’Udinese si è presentato alla stampa: “Parlerò con la squadra e chiederò che ognuno si metta a disposizione per uscire il prima possibile da questa situazione”. Poi si è rivolto ai tifosi: “In questo momento c’è bisogno del sostegno da parte di tutti”. Oltre a Orlando, nello staff anche Pagliari

De Canio, 15 anni dopo. Ricomincia con entusiasmo e voglia di fare bene l’avventura di Luigi De Canio alla guida dell’Udinese. Il tecnico di Matera, l’unico nell’epoca recente capace di portare un trofeo in Friuli (la Coppa Intertoto conquistata nell’estate del 2000), avrà un compito solo: traghettare l’Udinese fuori dalle acque agitate di una classifica estremamente corta. “Porto il mio grande entusiasmo“, ha dichiarato l’allenatore lucano in conferenza stampa, presentato dal direttore sportivo Cristiano Giaretta (che lo ha definito un tecnico “esperto, di polso che conosce bene l’ambiente“),

Mister, con quali emozioni è tornato a Udine?

Sono felicissimo, ho grandissimo entusiasmo, perchè ho sperato che questo potesse accadere. Qualche anno fa avevamo iniziato un discorso importante e questa è l’occasione per riprenderlo. Ovviamente quando si subentra è perchè ci sono delle difficoltà. Mi dispiace che la squadra abbia dei problemi e per il mio collega, che stimo molto ma queste sono cose che accadono nel calcio. Spero di ritrovare la serenità necessità per riprendere a raccogliere risultati positivi.

Ha seguito l’Udinese? Che idea si è fatto?

Ieri mattina sono stato chiamato dal dottor Gino Pozzo e ho dato la mia disponibilità. Dall’esterno ci si può fare un’idea, sicuramente l’Udinese l’ho sempre seguita, non solo quest’anno ma anche nelle precedenti stagioni. Qui ho vissuto momenti belli, sono sempre rimasto legato a questa realtà. Ora ho bisogno di parlare con la squadra, di guardare gli allenamenti. Metterò la mia esperienza e il mio entusiasmo al servizio della squadra.

In base agli uomini che ha a disposizione, ha già pensato al canovaccio tattico?

Sì, ce l’ho. Ma è prematuro parlarne con voi, prima devo confrontarmi con la squadra.

Cosa chiede all’ambiente?

L’Udinese è un bene di tutti. Ho bisogno del vostro appoggio e soprattutto di quello dei tifosi che ho sempre conosciuto come una tifoseria splendida, tollerante e riflessiva. C’è sempre stata un’identificazione totale della squadra con i propri tifosi e questo va ritrovato nel più breve tempo possibile. C’è bisogno di quella pazienza che i tifosi sanno avere. Bisogna sostenere questi ragazzi, grazie al contributo di tutti. Spero di riuscire a trovare la chiave per riportare questa squadra alla tranquillità

Ha già pensato a come rapportarsi con i senatori dello spogliatoio, in primis Di Natale?

Io sono a disposizione di tutti, quindi penso che tutti possano essere utili alla causa in base alle proprie caratteristiche. Non penso ci siano particolari problemi. Qui conta il bene dell’Udinese, che è un mondo completo. Nessuno può pensare di essere disgregante. A maggior ragione proprio dai giocatori che sono qui da più tempo mi aspetto che ci sia la voglia di uscire da questa situazione. Non credo che questo possa essere un problema.

Quanto è imprescindibile Di Natale in questa squadra?

Di Natale è un grande calciatore. Devo valutare la sua condizione fisica, mentale per capire che contributo possa dare.

Sta pensando di schierare la difesa a 3?

Penso che l’allenatore sia a disposizione di ogni club per valorizzare le potenzialità tecniche e umane della rosa che ha. La mia idea a Udine di base è questa.

Quante volte l’ha vista?

L’ho vista più volte, penso di conoscerla abbastanza bene. Cosa ho fatto in questi due anni? Ho avuto modo di guardare diverse gare di campionati esteri, Premier League in particolare.

Che idea si è fatto del reale potenziale dell’Udinese? E punta a un eventuale rinnovo per la prossima stagione?

Non sono alla ricerca di una poltrona, non lo sono mai stato. Se facciamo bene, la società sarà in grado di valutare bene il lavoro e potrebbero esserci le premesse per continuare ad andare avanti bene. Ma ripeto: ho voglia solo di portare qui il mio entusiasmo, Udine è la migliore soluzione che potessi trovare. Sono qui per giocarmi questa chance, con la consapevolezza di poter portare a casa l’obiettivo.

La sensazione è che dietro a questa situazione ci sia un problema mentale…

Mi sono fatto anch’io questa idea. Sono certo che il mio collega abbia lavorato bene, ma certe volte si creano dei meccanismi che portano a difficoltà… e risulta difficile uscirne. Per questo dovrò parlare con la squadra e chiedo partecipazione da parte di tutti. E’ importante che il pubblico capisca questo momento di difficoltà. Nella vita non ho avuto nulla di facile, ma sono qui in una società molto organizzata, mi sento sereno, tranquillo, credo di avere la possibilità per uscire da questa situazione. L’unico problema è che le partite si susseguono e non c’è una grandissima possibilità per arrivare in tempi brevi a un livello omogeneo di condizione.

Trasmetterà questo concetto di unità anche alla squadra?

Sì, è un concetto che qui ha sempre funzionato qui, portando anche a raggiungere traguardi superiori alle aspettative. Negli anni l’Udinese si è divertita, ha fatto divertire e ha conquistato risultati importanti. Nei momenti di difficoltà è un concetto che va ritrovato. Le contestazioni, i disagi, le manifestazioni di delusione sono comprensibili, ma adesso c’è bisogno di aiutare il malato.

Quali sono i collaboratori che la seguiranno in questa seconda avventura bianconera?

Questa mattina ho incontrato la struttura dell’Udinese, che è molto valida. Con me ci sono anche Giovanni Pagliari, vice-allenatore, e Filippo Orlando, collaboratore sul campo.

Tra i giovani c’è qualcuno che la incuriosisce o che crede non aver dimostrato tutto il valore?

Non li ho ancora allenati, non posso di conoscerli perfettamente, ma credo di sapere abbastanza su di loro, non ho particolari curiosità da soddisfare. L’aspetto più intrigante sarà quando incontrerò i ragazzi e cercherò di capire le motivazioni dei singoli, questo mi potrà far capire in allenamento chi è motivato per giocarsi una chance importante per me.

Si trova davanti una squadra con l’attacco meno prolifico della serie A e la sestultima difesa… dove si concentrerà principalmente, fase difensiva od offensiva?

Quanto tanti anni fa c’erano le sette sorelle, la mia Udinese nel 2000 ha fatto più gol di tutti, oltre 50. Nelle mie precedenti esperienze gli attaccanti hanno sempre segnato molto. A Siena Enrico Chiesa a gennaio aveva fatto un gol solo, nel girone di ritorno ne fece molti. Così anche Erjon Bogdani. Stesso discorso per Roberto Sosa all’Udinese. Facendo più gol e vincendo le partite è più semplice raddrizzare la classifica, lavorerò in questa direzione.

Infine, la società le ha indicato degli obiettivi immediati in vista degli incontri con Sassuolo e Napoli?

No, niente di particolare. E’ ovvio che questa è una situazione di disagio, ma non c’è un obiettivo se non la salvezza, cercando di farlo nel miglior modo possibile con la serenità che oggi manca. Nessuno ha la bacchetta magica nè tantomeno penso di essere un mago. Porto solo esperienza ed entusiasmo.

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