L’eredità

L’eredità

Di Natale lascia e la sua eredità non sarà facile da raccogliere. Il club deve trovare un bomber che garantisca quei gol che possono fare la differenza. Thereau è una seconda punta, Zapata è tuttora verificare alla distanza, Hamdi per onora un oggetto misterioso. Senza dimenticare l’eredità che lasceranno anche Domizzi e Pasquale, gli ultimi modicani in uno spogliatoio fin troppo eterogeneo

Da anni si parla di chi potrà raccogliere l’eredità di Totò Di Natale. Poi ci ha sempre pensato lui a far mettere da parte la domanda. Con i suoi gol ha salvato la baracca e tranne quest’ultimo anno è sempre andati ben oltre la doppia cifra. Oggi la domanda non è più retorica: serve capire come la società si muoverà per cercare un giocatore capace di segnare. Possibilmente tanto. Inutile girarci attorno, le fortune di una squadra passano attraverso il bomber che ha. Thereau è una ottima seconda punta, Zapata quest’anno ha l’alibi dell’infortunio, ma è stato troppo altalenante per poter scommettere solo su di lui. Hamdi è tutto da scoprire.

Serve quindi qualcuno che sappia prendere per mano la squadra. Clonare Totò è impossibile, ma serve qualcuno che sappia  buttarla dentro con continuità. Il sogno Gabbiadini sembra sfumato dopo l’exploit finale figlio dell’espulsione di Higuain a Udine. Ma al di là dei gol che uno può garantire serve forse portare a questa squadra un giocatore che faccia anche ‘da simbolo’.

Un Di Natale non lo si troverà mai più, sia chiaro. Uno che si lega alla maglia per anni dicendo no a molti. Oggi al massimo si ragionasse breve termine delle due stagioni, come ha fatto anche la Juve del resto con Morata. Un prestito che ha dato tanto, ma che si sa non può essere eterno.

 

Ma eredità non è solo per Totò. Anche Domizzi e Pasquale, dopo Pinzi ne lasciano una importante. Non è dorata come quella del capitano, ma è altrettanto seria da affrontare. I senatori italiani non erano un vezzo, erano il traino per tutti quei giocatori che hanno dovuto cercare Udine su Google per capire dove fosse e cosa significasse.
Avere un nucleo di italiani sta diventando  oramai un esigenza primaria. Si tratterà di spendere e parecchio, perché serve convincere i calciatori non solo ad accettare un trampolino, come accadeva anni fa, ma anche a sposare un’idea e prendersi responsabilità.

Ma non si può prescindere da questo per la ricostruzione. Perché le fondamenta della casa futura che si andrà a fare divano avere basi solide. Altrimenti c’è il rischio che questo spogliatoio prenda sempre più una piega anarchica. E’ inutile dare le colpe a un dirigente o a un altro, serve capire che la politica degli ultimi tre anni ha impoverito non solo tecnicamente la rosa, ma soprattutto l’ha provata dei capisaldi dello spogliatoio.

L’eredità che domenica lasceranno Di Natale , Domizzi e Pasquale sarà pesante. Una lettera da uno zio lontano che pochi vogliono leggere a fondo. Ma va fatto per non rifare certi errori.

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