L’evoluzione della specie

L’evoluzione della specie

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Sarà per la salvezza ormai virtualmente conquistata. Sarà per la serenità che tre risultati utili consecutivi ha portato; sarà la primavera, sta di fatto che l’Udinese di Stramaccioni ora appare una signorina più spigliata, più audace, e soprattutto più continua a mostrare queste qualità anche per diverse giornate.

A Genova Stramaccioni ha mandato in campo l’ennesima formazione diversa in questo campionato, modulando come al solito la squadra in base anche stavolta all’avversario.  La squadra ha saputo guardare in faccia l’avversario e rispondere ad esso colpo su colpo, anzi è stata l’Udinese per prima a portare il primo cazzotto in avanti, con la sorpresa Perica, schierato al posto di DI natale.

Lo schieramento dicevamo: Stramaccioni ha virato per un 4 2 3 1, con Piris e Silva terzini, Hertaux e Wague centrali, la cerniera di centrocampo composta dal duo Pinzi e Guillherme, e i tre incursori alle spalle della punta, da destra a sinistra: Widmer,Thereau e Kone. In fase di non possesso lo schieramento si adattava in un 4 4 1 1 con i due esterni Widmer e Kone ad abbassarsi e allargarsi per coprire i due terzini in modo da chiudere ogni spiffero sulle fasce, contro un avversario, il Genoa, che fa delle fasce il suo punto di forza.

La squadra di Gasperini, attuando il 3 4 3, con i 3 della difesa pronti ad allargarsi in fascia per avere una naturale superiorità numerica sulle corsie laterali, era un cliente molto scorbutico. Poca qualità in mezzo, ma molta sulle ali, con Bergdich ed Edenilson, tipini molto interessanti sotto il profilo tecnico e fisico, e Falque e Perotti, due attaccanti esterni tra i più godibili dell’intera serie A.

Lo schieramento di Stramaccioni, poichè volto a tarpare le ali al Grifone, e allo stesso tempo consentire di ripartire ai bianconeri con tanti uomini. Quanti? sempre 5! A portare l’offensiva erano rispettivamente: Perica,Thereau,Widmer,Kone ai quali a turno si aggiungevano una volta Silva (al cross), Piris (al tiro) e Guillherme (al tiro).

L’Udinese è riuscita ad essere mediamente anche più offensiva della squadra di Gasperini. Se andiamo ad analizzare il numero delle occasioni create dalle due squadre, esse si sono equivalse, ma nel dettaglio, il Genoa ha creato l’80% dei pericoli con tiri da fuori area (dove Karnezis ha sempre dovuto vigilare), mentre le occasioni dell’Udinese sono state sviluppate con trame che hanno portato sempre la palla nell’area del Grifone. Questo vuol dire che le trame bianconere avevano maggiore profondità e risultavano più efficaci, mentre il Genoa spesso si arrendeva davanti al muro difensivo bianconero con tiri della Domenica dalla distanza, a volte anche sui piazzati.

Nella ripresa Stramaccioni è stato ausace, una volta schierato Allan, a cambiare assetto riproponendo un centrocampo a rombo, piazzando Allan davanti alla difesa, a distribuire palloni con ordine, Guillherme e Pinzi mezzali, e Kone dietro le due punte, riportando sulla linea dei terzini Widmer, e scalando al centro Piris. Tanto movimento insomma, che ha addirittura migliorato il fraseggio della squadra. Widmer partendo da lontano rende di più, e nella ripresa è stato lui ad arare la fascia e a costringere sulla difensiva Bergdich, e da un suo cross è nato il gol del pari ultrameritato. Poi di nuovo fuori Kone per Badu e quindi Guillherme a chiudere da trequartista.

Insomma tante sorprese, e tutte positive. Chi si aspettava un Allan incursore nella ripresa, è stato spiazzato, Allan agendo da regista per 25 minuti ha fatto girare meglio la squadra. Chi si aspettava Totò, è stato spiazzato da un Perica combattivo e molto mobile che non ha offerto punti di riferimento a Burdisso.

Stramaccioni ha detto di ispirarsi a Spalletti; in questa partita ha ricordato spesso Guardiola (che lui ha studiato in un ritiro estivo sulle montagne del Sud Tirol). Guardiola cambia la difesa, da 3 a 4 anche più volte nella stessa partita, spiazzando in qualche modo gli avversari. Beh lo abbiamo visto fare anche all’Udinese, tanto che anche nel primo tempo di ieri spesso la retroguardia si piazzava anche a 3. Cambia modulo ogni gara, quantomeno interpreti, ma lo fa con maestria anche durante i 90 minuti.

Poi, va detto, che anche l’atteggiamento è fondamentale; puoi avere tante belle idee, ma se poi non inculchi nella testa dei tuoi commilitoni la certezza che queste idee possono essere poste in essere con successo, tutto rimane tracciato sulla lavagna di uno spogliatoio. Ebbene, l’atteggiamento della squadra  è stato quello giusto, grintoso e combattivo, contro un avversario che fa di queste qualità una peculiarità unica. Le squadra del Gasp in campo, si sa, danno tutto anche a livello fisico.

Ora vederemo se Stramaccioni saprà dare continuità a questi esperimenti positivi. Sembrerebbe di sì, a patto però che la parola appagamento non venga presa in considerazione dalle teste dei protagonisti. E’ vero che la striscia di risultati utili è stata tracciata, ma è pur vero che su quattro gare solo 1 vittoria è stata raccolta. La pareggite non è una malattia grave, è una blanda influenza, che non ti fa correre ma neanche stare a letto. Sarebbe bello  che anche quelle poche linee di febbre spariscano, e che la squadra ritorni a marciare spedita, sana e spensierata.

©Mondoudinese

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