De Canio: ci attende la gara più difficile

De Canio: ci attende la gara più difficile

Alla vigilia della sfida casalinga con il Chievo degli ex Pinzi, Pepe e Floro Flores, il tecnico dell’Udinese sottolinea: “Partita ricca di insidie, soprattutto dal punto di vista psicologico”

Ritrovare la vittoria per chiudere definitivamente (o quasi) il discorso salvezza. E’ questo che chiede ai suoi mister Gigi De Canio, alla vigilia del terzultimo turno casalingo in programma domani alle 15 contro il Chievo Verona. Il ko con la Sampdoria di sei giorni fa è stato “indolore” dal punto della vista della classifica, ma l’Udinese ha bisogno di un’ultima accelerazione per allontanarsi dalle zone rosse.

Mister, al Friuli arriva una squadra già salva, il Chievo. Quali sono le insidie di questa partita?

Sarà una gara molto insidiosa. Il Chievo è una squadra molto esperta che conosce bene la categoria e ha calciatori di buon livello tecnico. E’ una squadra molto compatta, interpreta bene il suo calcio. E’ una squadra molto ostica e arriverà qui sulle ali dell’entusiasmo perchè si è salvata bene. Cercherà di incrementare ulteriormente il suo bottino.

E’ la gara più difficile di questo finale, soprattutto dal punto di vista psicologico? E manderà in campo la formazione migliore?

Sì, è la gara più difficile. Certamente non penso a uno stravolgimento per la formazione.

Intende insidie anche dal punto di vista tattico?

No, mi riferisco a un aspetto psicologico, mentale. Quando un giocatore affronta una squadra blasonata, la motivazione è normale. La consapevolezza del valore dell’avversario ti induce ad alzare il livello dell’attenzione.

Cosa si aspetta dai suoi?

Voglio vedere gli occhi della tigre, gli occhi arrabbiati. Voglio che i ragazzi non mollino mai e affrontino la gara in modo intelligente.

Stanno circolando molti nomi sul futuro della panchina bianconera…

Si rischia di creare molta confusione attorno alla squadra. Io sono qui fino al termine della stagione e penso solo alle gare che mancano alla conclusione del campionato.

Come si fa a mantenere l’equilibrio tra la calma e la voglia di risolvere subito la partita?

Non è un aspetto molto semplice. L’emotività può prendere il sopravvento.

Kuzmanovic può essere un leader di questo gruppo?

E’ un ragazzo positivo come quasi la totalità della squadra. Non c’è un giocatore che tenda a prevalere sugli altri, sono tutti abbastanza legati, rispettosi tra di loro, stanno bene insieme. Non ho ancora notato se c’è qualcuno che può prevalere in termini di leadership. Comunque Kuzmanovic è sicuramente positivo, un giocatore di livello.

Lo zoccolo duro si è po’ disperso negli ultimi anni… è un problema secondo lei?

In ogni squadra c’è sempre bisogno di uno zoccolo duro. Per l’allenatore può essere un problema o un vantaggio. Se il gruppo non sposa le idee del mister può essere un problema, ma in generale rappresenta un valore importante nello spogliatoio.

Con la Sampdoria ha dovuto fare i conti con pesanti assenze nel mezzo…

Vero, e in alcune circostanze non siamo stati nemmeno fortunati. Ma ciò che ho sempre ritenuto più importante è che la squadra non si sedesse dopo le buone prestazioni con Sassuolo e Napoli. Questo è un aspetto che mi fa stare sereno. Mi preme sottolineare che non sono preoccupato più delle precedenti gare, ma ho evidenziato un’insidia del confronto con il Chievo. Allo stesso tempo sono tranquillo per il lavoro che la squadra continua a svolgere durante la settimana.

Torniamo al Chievo, la cessione di un bomber di primissimo come piano Paloschi è stata assorbita facilmente dal gruppo…

Quando si lavora nel segno della continuità ci sono dei valori consolidati che emergono. Hanno perso un giocatore che finalizzava l’azione in maniera più sicura, ma conservano giocatori importanti, come Meggiorini, Inglese e hanno preso Floro Flores. Sono giocatori che assicurano qualità.

Senza Di Natale, chi è il rigorista designato?

Thereau.

Come mai ha convocato Adnan, che nelle ultime due settimane è stato in Turchia per risolvere alcuni problemi burocratici?

Per una questione prettamente psicologica, non volevo lasciarlo fuori dal gruppo.

Infine, ritroverà da avversario Pinzi dopo 16 anni dal suo esordio in bianconero…

Ha fatto un percorso importante, è stato tanti anni qui a Udine. E’ stato una bandiera dell’Udinese, lo rivedo sempre con piacere.

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