Delneri deciso: “Vogliamo riscattare il ko di Firenze”

Delneri deciso: “Vogliamo riscattare il ko di Firenze”

Il tecnico bianconero presenta la sfida con il Sassuolo in programma domani alle 15 allo stadio Friuli: “Ci aspetta un match difficile, contro un avversario che ha recuperato tutti gli elementi più importanti”

Lasciarsi alle spalle la batosta di Firenze e regalare una gioia ad Arthur Zico. Domani alle 15 l’Udinese affronterà il Sassuolo allo stadio Friuli davanti allo sguardo attento dell’indimenticato campione brasiliano, protagonista di tre giorni “friulani” particolarmente densi di impegni. Un motivo in più per essere protagonisti di una grande prestazione e cancellare quel 3-0 di Firenze che, seppur non troppo sincero, resta una macchia sul cammino bianconero targato Gigi Delneri. Ecco come il tecnico friulano ha presentato la sfida di domani in conferenza stampa.

Mister, come affronterete il Sassuolo?

Il Sassuolo è una squadra di grande solidità, costruita negli anni. Noi cercheremo di trarre beneficio dall’ambiente e riscattare la sconfitta di Firenze. E vogliamo dare un valore a questo campionato, sperando di raccogliere risultati importanti, senza adagiarsi su quanto è stato fatto.

Superato il ko dell’Artemio Franchi?

A Firenze abbiamo disputato una gara giusta fino al 2-0, ma non possiamo non ricordare gli episodi che hanno deciso il match. La qualità della Fiorentina è molto elevata, il risultato non è stata l’esatta soluzione finale di ciò che si è visto sul campo.

Che gara dovrà fare l’Udinese?

Serviranno intensità, fisicità. Loro possono contare sulla qualità di Matri, Defrel, Duncan, Pellegrini. Noi dobbiamo giocare al massimo per poterla portare a casa. Non sarà una partita facile.

Oggi dove farebbe giocare Zico?

Dove vuole (ride, ndr). Sì è parlato molto di questo evento, giustamente perchè parliamo di un grandissimo campione che ha portato in Friuli la qualità brasiliana ai massimi livelli. Ricordo che andavo al Moretti a studiare come calciava le punizioni. Lui è un uomo meraviglioso. E’ venuto a trovarci ieri. Ci ha dato consigli importanti come applicazione, determinazione nell’inseguire i risultati. E’ stato un incontro importante con Zico, un uomo di spessore non solo un grande campione. Parliamo di un giocatore a livello di Maradona, non Delneri.

Influirà la sua presenza sui brasiliani?

No, il calciatore che scende in campo non pensa mai all’economia o al contorno. Noi dobbiamo mettere credibilità, in un campionato che è un po’ anomalo.

Zico ha dichiarato che Samir potrebbe essere pericoloso nelle punizioni. Ha mai pensato di fargliele calciare?

Ci sono alcune situazioni nelle quali può calciare, però abbiamo altri specialisti. Ma ciò che conta è la fase difensiva, che riesce a fare molto bene. A Verona non avevo avuto molte possibilità di impiegarlo, era in prestito dall’Udinese. E’ un ragazzo in crescita.

Cosa vorrebbe vedere e cosa no domani?

Con il Milano abbiamo disputato una buona gara, la squadra mi è piaciuta. A Verona è stata una partita maschia, a Firenze hanno influito invece tanti episodi. Se ci avessero dato il rigore su Widmer sullo 0-0, come sarebbe finita? Ciò che conta comunque è l’atteggiamento, voglio vedere un calcio positivo. Mi piace che la squadra attacchi sempre, dobbiamo cambiare mentalità in questo senso. Per me i miei giocatori sono i migliori d’Italia, dal primo al ventesimo. Non potrei pensare il contrario. Vorrei vedere più coraggio, si può perdere, ma c’è modo e modo.

Di Francesco ha definito il Sassuolo come una squadra che verticalizza molto e che domani cercherà di togliere profondità all’Udinese. Come replica al collega?

Allo stesso modo, anche noi dovremo togliere profondità al Sassuolo, Di Farncesco ha ragione, squadra attenta precisa, linee di lavoro molto schematiche sul campo. Per noi sarà una partita molto importante, hanno recuperato grandi giocatori, sarà una partita molto diversa da quella del girone di andata, dove loro avevano problemi di formazione. Dobbiamo dimostrare di essere migliori, dobbiamo combattere. Questo è il nostro messaggio a Di Francesco, un allenatore di spessore importante, che ha portato contributi interessanti per quanto riguarda i movimenti e l’applicazione in termini di cultura calcistica.

Dalle sue parole si evince una richiesta di maggior personalità da parte dei suoi…

A me il possesso palla non piace molto, deve essere finalizzato a un’azione di attacco di grande velocità. Noi non siamo una squadra da possesso palla, nemmeno quando vinciamo. Noi dobbiamo velocizzare il gioco, non siamo il Barcellona.

Gabriel Silva è stato convocato. Lo considera pronto?

Un giocatore con le sue caratteristiche ci manca e poi conosce ambiente e compagni, il che non guasta. Non ha bisogno di essere inserito.

Nei giorni scorsi aveva ventilato l’ipotesi di inserire Badu e Matos contro il Sassuolo? Come li ha visti?

Faccio un discorso più generale. Non sempre conta chi comincia, anche chi entra deve dare il proprio contributo. Ho visto la gara tra Gijon-Atletico Madrid, è entrato un giocatore che ha segnato un doppietta e ha deciso l’incontro. A questo mi riferisco.

Come sta Zapata, a digiuno da quasi 800 minuti?

Discutiamo di cose che non esistono. Petagna, per esempio, non ha segnato molto ma è fondamentale per il gioco dell’Atalanta. Così Zapata, chi fa sportellata, chi lavora uno contro tre in fase di difesa, chi attacca lo spazio. E’ un giocatore importante e lo faccio giocare. Tutto lì. Il gol è una componente importante certo, ma Duvan è un giocatore che da solo si crea due, tre soluzioni. Non posso pretendere che faccia le reti di Higuain. Zapata va lasciato in pace è solo un po’ sfigato in questo momento.

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