Delneri: “Le prossime due saranno gare-chiave per noi”

Delneri: “Le prossime due saranno gare-chiave per noi”

Il tecnico bianconero presenta la sfida in programma domani pomeriggio al Dall’Ara tra Bologna e Udinese: “Donadoni non avrà molti a disposizione, ma ha recuperato Mirante e Verdi”

Una sfida per agganciare il decimo posto. Può essere questa una delle chiavi di lettura della gara che andrà in scena domani pomeriggio allo stadio Dall’Ara tra Bologna e Udinese. Ecco il pensiero di mister Luigi Delneri.

Mister, il Bologna, nonostante la classifica, ha dimostrato di avere dei valori. Che gara si aspetta?

Il Bologna, a parte qualche difficoltà come tutti, ha sempre proposto un buon calcio. Sarà il confronto tra due squadre che per diversi motivi dovranno dimostrare qualcosa.

Stasera ci sarà Torino-Sampdoria…

Non guarderei gli altri. Dobbiamo guardare a noi stessi. Le prossime due gare ci diranno quale sarà il nostro obiettivo.

Angella come sta?

Abbiamo 24 ore, vediamo. Se sarà in condizione giocherà, altrimenti toccherà a Heurtaux.

Il Bologna ha vinto solo una gare nelle ultime quattro interne, con il Chievo…

Sì, ma è stata proprio l’ultima in casa ed è stata una netta affermazione. Non avrà tanti cambi. Penso alle assenze di Dzemaili, giocatore per loro fondamentale, di Di Francesco, tra i giocatori più in forma, però hanno recuperato Mirante e Verdi e nel mezzo hanno giocatori affidabili come Donsah e Taider. In difesa c’è Masina, che piace a molti grandi club e davanti ha un attaccante come Destro al quale non bisogna concedere nulla. Per quanto riguarda l’Udinese siamo cresciuti, abbiamo trovato una certa convinzione. Ci vorrà molta attenzione, perchè in campo sono le individualità a fare la differenza.

Sta pensando al 4-4-2 per il futuro?

Questa squadra la stiamo scoprendo piano piano. Ci vuole del tempo per capire come può giocare una squadra. Per il 4-4-2 annovera giocatori diversi. E’ un problema di uomini. Alle volte, per esempio, si giudica Badu in maniera diversa rispetto a quello che fa. Qui è ancora tutto abbastanza “in costruzione”. Abbiamo fortunatamente questa possibilità perchè la classifica ce lo consente.

Si è parlato di costruire la squadra per farla ancora “più squadra” per il futuro. A meno cinque gare siete a meno uno dall’Udinese di Guidolin di tre anni fa…

In certi periodi si poteva ottenere qualcosa di più, ma la costruzione si fa per passi. Non tutto avviene velocemente. Sono soddisfatto, perchè ho visto crescere diversi ragazzi, come De Paul, pur cambiandogli ruolo completamente. Ha qualità importanti e sull’esterno può muoversi in modo più liberamente rispetto che se agisse al centro. Bontà sua che ha avuto la volontà di cambiare e di migliorare. La squadra è stata supportata dai “vecchi”, che hanno creduto in questo progetto. E questa è stata una mia fortuna.

La gestione del gruppo è stata la chiave di questa stagione. Pensiamo, per esempio, alla rotazione dovuta agli infortuni…

Mi dispiace per Samir, ma sono stato contento di aver trovato Angella pronto. Questo è il rapporto esatto che ci deve essere all’interno di una squadra.

Parliamo della gara di andata, quanto è stato importante quel gol a tempo scaduto di Danilo?

Noi abbiamo sfruttato la superiorità numerica. E’ stato un gol importante, soprattutto per Danilo, perchè in quel momento si stava scrivendo qualcosa di diverso su di lui… Dopo quella rete Danilo ha dimostrato molte cose. Quella gara è stata particolare, comunque, è vero. C’è stato un connubio particolare con il pubblico, aspetto fondamentale per costruire qualcosa di importante.

Kums in settimana ha annunciato il suo addio dall’Udinese…

C’è stato un errore di comunicazione a tal proposito. Io ho detto che non può giocare davanti dalla difesa, per quello in quella posizione gioca Hallfredsson. Ho detto a lui quello che penso, è un giocatore che secondo me a due può essere impiegato nel mezzo al campo come giocava in Belgio. Penso sia adatto a giocare in un calcio a due, forse ha pagato più di altri l’adattabilità a questo campionato. Non può giocare in un centrocampo a tre. Il nostro atteggiamento tattico attuale lo penalizza, però questo è il nostro sistema consolidato. Comunque aspettiamo prima dei saluti, perchè nel calcio le cose possono cambiare velocemente.

 

 

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