Delneri: avanti con le nostre certezze

Delneri: avanti con le nostre certezze

Il tecnico bianconero presenta la gara di domani pomeriggio allo stadio Friuli contro la Roma: “Dzeko è il giocatore che più mi ha impressionato per la crescita”. L’assenza di Widmer sarà sopperita dall’impiego di Faraoni

Un big-match di fascino inestimabile. Da una parte l’Udinese di Gigi Delneri, giallorosso nella stagione 2004-2005, dall’altra la Roma di Luciano Spalletti, che proprio in Friuli ha preso la rincorsa per il grande calcio. Domani alle 15 lo stadio Friuli sarà, dunque, teatro di una sfida che si preannuncia davvero entusiasmante. I bianconeri, reduci dal ko con l’Inter che ancora grida vendetta, proveranno a rendere il pomeriggio difficile alla seconda forza del campionato, una delle squadre che esprime il miglior gioco della serie A. Ecco come mister Delneri presenta il match.

Mister, senza Widmer come cambierà l’Udinese?

Giocherà Faraoni. Non ci sono altri giocatori con certe caratteristiche. Faremo la nostra partita, senza adattarci gli altri?

Come si può limitare Nainggolan?

Dovremo fare attenzione. Ma abbiamo schermato i due trequartisti della Sampdoria, idem domenica scorsa con Banega. Sappiamo che la Roma è forte, non possiamo permettere ai giocatori giallorossi grandi giocate. Dobbiamo essere forti delle nostre certezze.

Contro l’Inter avete disputato un grandissimo primo tempo, ma quanto si possono reggere certi ritmi?

Con le grandi squadre serve una grande intensità. Squadre come la nostra devo fare bagaglio su come stare in campo, ma deve mantenere alto il ritmo, altrimenti non resti in partita. Abbiamo una struttura fisica imponente da parte dei giocatori, chiaro che ci sia un dispendio di energie. Ciò che conta è indirizzare le energie nel giusto modo. Dobbiamo giocare una partita di grande livello, cercando di sfruttare meglio le occasioni che ci capiteranno. E’ una squadra energica, con grande intensità. Speriamo che sbaglino qualcosa… Abbiamo le armi per colpire. Sarà una partita complicata, è una squadra strutturata per fare la Champions. El Shaarawy non è l’ultimo arrivato. Manolas non farà rimpiangere Rudiger. E’ una squadra strutturata per non soffrire.

Sull’acquisto di Lasagna, cosa ci dice?

Abbiamo cinque mesi per valutare. E’ un giocatore di grande profondità. E’ arrivato dopo una gavetta importante, il che non guasta.

C’è un giocatore della Roma che la sta impressionando?

Edi Dzeko. Sta avendo una crescita importante, è un giocatore al quale difficilmente Spalletti rinuncia. Ha salita, dà profondità, ha visione di gioco, non è uno che fa sponda. E’ un giocatore completo.

Per le sue caratteristiche, forse però Dzeko è uno di quei giocatori che l’Udinese “legge” meglio…

Finora tutti gli attaccanti l’Udinese li ha letti nel modo giusto, Muriel, Pavoletti, Icardi. Comunque è un giocatore che ha la giocata, intensità, ha uscita, ha carattertisithce di movimento. Ciò che conta per noi è che la difesa giochi da reparto, attento e compatta.

Sono passati tanti anni, ma la gara con la Roma ha un significato particolare per lei?

Innanzitutto ancora un o’ che vado avanti e tutte le partite sono speciali… Vuol dire che sono vecchio (sorride, ndr). Roma è stato un passaggio importante della mia carriera, anche qualche momento di negatività mi ha dato qualcosa, mi ha fatto maturare e migliore. Però no, non mi fa nessun effetto particolare.

Giocherà nel mezzo con Kums o Hallfredsson?

Un dei doi (traduzione dal friulano: uno dei due, ndr). La squadra ha trovato il suo equilibrio. Dobbiamo continuare a credere in ciò che facciamo. Combattere contro le grandi e a fine inc…arsi perchè abbiamo perso è un buon motivo per proseguire su questa squadra.

Quanto è contento della “linea verde” dell’Udinese?

Ce ne sono tanti a disposizione. Ne parlavo l’altro giorno con Perica, una volta per arrivare in serie A dovevi avere 24-25 anni. Adesso se vediamo il calcio estero, ci sono ragazzi che a 18 anni giocano ad alto livello. La gioventù abbinata a qualche giocatore esperto è il giusto mix per avere un rendimento importante. Non abbiamo ancora fatto eclatante, dobbiamo solo di lavorare e migliorare. I giovani, in particolare, non devono mai accontentarsi.

Infine, una domanda su Spalletti: qual è il suo rapporto con l’ex bianconero?

Grande rispetto. Siamo cresciuti di pari passo per certi versi, anche se io ho avuto una trafila un po’ più lunga. Ci conosciamo da tanto tempo. C’è grande stima e buon rapporto. Chi nasce “da sotto” come me, lui o Sarri ha meno difficoltà a esprimere le idee ad alto livello. Lo stesso vale per Guidolin, Zaccheroni. Cosa gli ruberei? Qualche anno d’età, visto che lui è più giovane. Tutti noi abbiamo una grande passione e questo ci lega, oltre a un’applicazione costante sul lavoro. Per arrivare da sotto a sopra ci vuole grande determinazione. Ciò che conta è arrivare.

(seguono aggiornamenti)

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