Iachini: “Aspetto psicologico da non sottovalutare”

Iachini: “Aspetto psicologico da non sottovalutare”

Il tecnico presenta la sfida con la Roma in programma domani alle 18 allo stadio Olimpico: “Non possiamo pensare di scendere in campo e fare solo una fase. Ci vorranno attenzione difensiva, ma anche personalità”

Adesso si comincia. Per davvero, senza alibi, senza scuse, senza “se” e senza “ma”. Domani pomeriggio l’Udinese dovrà dimostrare su uno dei campi più difficili d’Italia – lo stadio Olimpico di Roma – di aver superato il trauma per l’uscita anticipata dalla Coppa Italia per mano dello Spezia. Contro la formazione di Luciano Spalletti – protagonista nei preliminari di Champions League contro il Porto – mister Giuseppe Iachini si aspetta, dunque, un atteggiamento più determinato e tenace da parte dei suoi, come ha spiegato in conferenza stampa.

Mister, meglio un avversario forte per rilanciarsi?

Dobbiamo continuare su un percorso di lavoro, di crescita, non siamo ancora quelli che vorremmo. Ma questa parte della preparazione ci è servita molto. Nell’ultima parte sono emerse alcune problematiche di tipo psicologico, figlie probabilmente delle passate stagioni. E questo fa parte del calcio. Ne abbiamo parlato alla squadra in questa settimana. Detto questo, è vero che abbiamo perso qualche gol di troppo, ma è altresì vero che nelle altre gare avevamo subito poco. Il secondo gol, per esempio, è viziato da due fuorigioco. Dobbiamo solo continuare a lavorare, tenendo conto di eventuali varianti.

Contro la Roma sarà un’Udinese proiettata in avanti?

In queste prime gare abbiamo proposto un atteggiamento offensivo, con De Paul che garantisce una certa spinta. Vedremo se riproporre questa soluzione con l’argentino e due punte anche a Roma dall’inizio o nel corso della gara. Ci presenteremo con personalità, questo è sicuro.

Considera la Roma l’anti-Juve?

Direi di sì. E’ una squadra di grande abilità e qualità. Ha confermato un allenatore, Spalletti, che sta lavorando molto bene. Sicuramente una delle favorite per la lotta allo scudetto con la Juventus.

Il fatto che alcuni giovani non siano ancora “pronti” rappresenta un ulteriore problema?

Anche Sanchez, Asamoah o Dybala al Palermo hanno avuto bisogno di tempo per esplodere. Non sono preoccupato da questo punto di vista. Dobbiamo avere un po’ di pazienza, con la società in sintonia su alcune cose che determineranno alcune scelte legate al mercato. Sappiamo che i margini di crescita ci sono.

Anche alcuni veterani, però, hanno mostrato evidenti limiti… in primis i difensori…

Ci sono alcuni problemi che emergono subito e si possono correggere. Su altre cose ci si arriva con il tempo. Dobbiamo lavorare per sistemare alcune cose. Mi era capitato anni fa a Genova, con la Sampdoria. I giocatori venivano da una situazione molto difficile e avevano anche paura a toccare la palla. Con il tempo abbiamo lavorato in un certo modo e abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati.

E’ probabile un largo turnover da parte della Roma. Che atteggiamento tattico si aspetta?

Ci siamo preparati sia ad affrontare una squadra con alcuni riferimenti sia una squadra che quei riferimenti te li toglie. Se pensiamo di andare a Roma e fare una sola fase sbagliamo completamente. Queste sono partite che ti richiedono grande attenzione difensiva ma anche atteggiamento propositivo. Dobbiamo andare a fare gol.

Pozzo ha detto che lei gli ricorda Spalletti. In cosa pensa di somigliargli?

Mi fa piacere innanzitutto essere accostato a un tecnico così preparato, che ho avuto la fortuna di avere come allenatore. Non so cosa mi accomuna… Di sicuro sono uno che ama lavorare sul campo, curando tutti gli aspetti.

Per la sfida di domani ha recuperato Felipe, ma non c’è tra i convocati Kone: come mai?

Kone aveva avuto qualche problemino dieci giorni fa, nulla di serio ma abbiamo deciso di non rischiarlo per la gara di domani.

Infine, ci può dire se Peñaranda ha i 90 minuti nelle gambe?

Questo non so dirlo. Sappiamo che è più in ritardo di condizione rispetto ad altri, ma ciò che conta è presentarsi domani nel migliore dei modi, che Peñaranda giochi dall’inizio oppure no. Conterà l’atteggiamento della squadra.

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