L’Udinese accende il pignarul

L’Udinese accende il pignarul

L’Udinese spegne l’Atalanta e accende da subito il falò del 2016 che sembra favorevole: Fernandes una spanna sopra gli altri. Ora per i bianconeri quota 27 è a un passo, anzi tre. da conquistare a Modena col Carpi

L’Epifania tutte le feste porta via, ma a fare ancora festa è l’Udinese che comincia nel migliore dei modi il nuovo anno nel nuovo stadio completamente finito. I bianconeri di fatto accendono un  pignarûl che sa di buon auspicio

I bianconeri ripartono da dove si erano fermati: da una prestazione come quella di Torino, fatta di sostanza, determinazione, pressing alto, uno contro uno sulle fasce, e forse anche più fantasia visto che Fernandes si è finalmente elevato a una spanna sopra gli altri in mezzo al campo. Ovviamente tra i singoli impossibile non nominare Perica e Thereau: i due attaccanti si completano, sono pungenti, sanno sempre tenere in apprensione la difesa degli orobici.

Partire bene era importante, l’Udinese ha risposto presente e agguanta in classifica proprio l’Atalanta, che arriva alla terza sconfitta consecutiva: i bianconeri possono davvero iniziare a pensare ad altro, anche se le zone nobili  della classifica sono ancora lontane. Ma qualcuno ricorda bene il terzo anno di Guidolin, quando per l’intera andata la squadra è andata a intermittenza per poi spiccare il volo nel ritorno conquistando addirittura l’Europa. Oggi nessuno parla di questo, ma porsi l’obiettivo di scalare la graduatoria è fondamentale. Le motivazioni sono tutto, l’anno passato l’errore di Stramaccioni fu proprio non infondere una mentalità vincente a salvezza virtualmente acquisita. Oggi Colantuono ha ben altro piglio sui suoi, che sembrano compatti e tutti consapevoli dei loro compiti.

Un unico neo: anche con l’Atalanta si poteva concretizzare di più e qualche piccola sbavatura dietro  c’è stata. Piccole cose, sia chiaro, ma è la ricerca della perfezione che rende tutti migliori, figurasi per una squadra di pallone che ha da imparare domenica dopo domenica. Peccato per aver fatto tornare in partita l’Atalanta, certe leggerezze si possono e si devono evitare: il buon D’Alessandro è stato lasciato fin troppo libero di agire.

La cosa migliore è comunque una identità precisa che va al di là dei moduli: per tanto tempo a Udine si è disquisito del 3-5-2, oggi la risposta arriva dal campo dove gli stessi interpreti prima criticati, oggi confermano che i numeri sono relativi. L’Udinese ha carattere e sa cosa deve fare in campo: in queste condizioni ogni modulo diventa proponibile.

L’Atalanta dal canto suo conferma una flessione: la perdita di Moralez non è da poco, anche in fase di copertura dove gli orobici hanno pagato dazio e l’Udinese ne ha approfittato. Reja in attesa di rinforzi forse deve rivedere, invece, il modulo.

Il 2016 bianconero è cominciato quindi a colori: ora con il Carpi nuovo obiettivo, altri tre punti per chiudere l’andata a 27. Chi l’avrebbe immaginato solo due mesi fa?

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