L’Udinese c’è

L’Udinese c’è

Per ora è la salvezza, ma guai a fermarsi pensando che viste le concorrenti sia facile da raggiungere. Serve altro, serve avere fame di stupire.

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Sette punti dalla zona Europa, otto da quella retrocessione. L’Udinese è esattamente al centro della classifica, con la consapevolezza rinata nei suoi mezzi, ma anche con l’impressione che Pescara, Palermo e Crotone sono davvero tanto indietro, soprattutto come qualità complessiva.

Insomma con una certa tranquillità si può lavorare per il futuro, ben tenero presente però alcuni aspetti che è bene non dimenticare. Primo: anche l’anno passato a dicembre l’Udinese sembrava dover fare il salto di qualità, poi dall’ultima di andata in poi è stato un calvario. Secondo: anche due anni fa con Stramaccioni i bianconeri apparivano in salute, poi però a salvezza virtualmente ottenuta non hanno saputo porsi obiettivi diversi.
Oggi in panchina sembra esserci una certezza in più: Delneri ha conquistato tutti col suo modo di fare. I tifosi perché finalmente hanno un personaggio con cui identificarsi, sopratutto i giocatori che sembra abbiano trovato non solo un motivatore, ma anche chi li sa utilizzare al meglio in campo.

Vanno però affrontati il prima possibile alcuni aspetti ancora negativi. De Paul è stato presentato come un acquisto di punta, ha indossato subito la maglia che fu di Di Natale, ma ad oggi appare poco funzionale a questa squadra, tanto da essere il giocatore più sostituito in serie A.
Sulla sinistra Delneri ha inserito Felipe, il quale da tanto tempo non faceva il terzino. Apprezzabile la disponibilità, meno il risultato dove per ora ‘Feli’ se l’è cavata, ma ha anche sofferto. Il terzino sinistro dev’essere una prerogativa del mercato do gennaio, in modo da poter avere finalmente un giocatore di ruolo in quella zona dove Armero e Adnan per motivi diversi non hanno convinto.
In avanti serve che Zapata aggiusti la mira. Thereau non può statisticamente rendere come sta facendo oggi in termini di gol, serve una spalla che sappia risolvere le situazioni a prescindere dal francese.
Kums, infine, non ha ancora trovato la sua dimensione. Non sembra, come De Paul, poco adatto, ma è ancora intimidito dai tatticismi italici.

Ma nonostante questo l’Udinese c’è. E non è poco vista la profonda malattia di cui soffriva. Ma come nel male un allenatore non è mai l’unico colpevole, così nel bene non può essere l’unica soluzione. Per questo serve cautela e serve avere chiaro l’obiettivo. Per ora è la salvezza, ma guai a fermarsi pensando che viste le concorrenti sia facile da raggiungere. Serve altro, serve avere fame di stupire.

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