L’Udinese chiama, Totò risponde

L’Udinese chiama, Totò risponde

43,967 minuti da professionista: tanti sono quelli disputati da Antonio Di Natale, che a 38 anni si ritrova di nuovo come guida dell’Udinese. Orfana di Zapata, con Thereau che è una seconda punta che preferisce agire tra le linee, con Aguirre anch’egli seconda punta e con Perica sparito dai radar di Colantuono, è sempre sul Capitano che si ripone la fiducia. «Alla soglia dei 38 anni ho modificato la preparazione d’accordo con lo staff tecnico. Mi alleno maggiormente con la squadra, sto effettuando un lavoro importante che sta già dando i suoi frutti. Mi definisco un diesel, dovrei esprimermi al meglio più avanti, presupposto per segnare. Come è successo un anno fa. Dopo la doppietta con l’Empoli avevo accusato qualche problema, nel ritorno avevo segnato in quantità», ha detto a Il Gazzettino.

Intanto all’orizzonte arriva il Genoa, 22 le gare disputate contro i rossoblu da Totò, sei le reti segnate. Ad oggi è a zero, non succedeva da anni che alla sesta giornata non avesse ancora fatto centro, ma anche qui non ci sono problemi: «Sono convinto  che il gol arriverà. A volte fai tre tiri in porta e altrettanti centri, mentre ci sono dei momenti in cui non c’è verso di trafiggere l’avversario».

Di Natale con Thereau, per la coppia più vecchia della Serie A, quella coppia che l’anno scorso alla fine ha prodotto 24 reti in due. Qualcuno le ha considerate poche, per altri sono stati comunque decisivi. Di certo c’è che oggi come oggi Colantuono riparte da dive Stramaccioni aveva terminato: ovvero da un attacco ‘scoperto’ orfano dell’acquisto di punta del mercato, con un Di Natale che – ancora una volta – è chiamato a salvare la squadra. E il verbo non è casuale: in palio ci sono punti salvezza, inutile pensare ad altro.
Con Aguirre che deve dimostrare tutto, con Perica che sta finendo in secondo piano, l’attacco appare oggi come il reparto più scoperto. Come l’anno scorso, e come in passato tutta la fiducia è riposto si Di Natale:il tempo a Udine sembra non fermarsi, che poi il club non abbia saputo pensare alle alternative è un dubbio che c’è, che verrà dimenticato solo con i gol. Di Totò, ma on solo, perché per arginare la quota 40 serviranno almeno due attaccanti da doppia cifra. Thereau ci è arrivato due volte in carriera, gli altri bianconeri mai.
Intanto Totò è cambiato anche per l’approccio sul futuro. «La decisione, che prenderò di comune accordo con Pozzo, è rimandata a dicembre, gennaio. Ma non esiste alcun problema, se avrò voglia e, ovviamente, se il fisico reggerà, continuerò a indossare questa maglia. Con il patron non ho mai avuto alcun problema di sorta».

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