L’Udinese e i rigori dell’inverno

L’Udinese e i rigori dell’inverno

L’inverno è arrivato con i suoi rigori, il grande freddo attanaglia l’Udinese che ha i brividi da classifica e forse non ha la testa nemmeno per capire in che situazione si trova, e questo è il peggio.

di Redazione

L’Udinese si prende un bel poker di gol anche a Marassi. Bene così! L’intento non dichiarato di portare in B questa gloriosa squadra sta forse trovando il suo giusto epilogo. Al di là del primo rigore per la Samp, certamente da analizzare anche a livello di regolamento, i blucerchiati hanno dominato in  lungo e in largo e gli altri gol sono arrivati meritatamente e sarebbero arrivati comunque, anche senza la prima rete.

Quagliarella regala spettacolo, ma è tutta la squadra di Giampaolo che sa dettare i tempi e muoversi all’unisono, con di fronte una squadra oramai inerme, che non ha reagito anche a una presunta ingiustizia (il primo rigore appunto). L’Udinese di Nicola è una squadra senza un senso logico (incomprensibile anche il cambio di Beharmi poco prima della fine del primo tempo per Pussetto, che ha scatenato anche una reazione da parte dello svizzero a segnalare che nello spogliatoio c’è una miccia ben accesa e che rischia di portare alla bomba prima o poi). Il fatto è che Nicola non ha ancora dato un gioco alla squadra, a volte troppo timoroso, a volte troppo esposto, fissato ancora con un De Paul che si conferma sempre un ufo che – al di là delle reti fatte – non è di certo l’uomo che fa la differenza. Anzi la fa, nel senso che un trequartista come lui non ha senso nel calcio d’oggi, specie in una squadra costruita per giocare col 3-5-2. Okaka davanti è solo come uno stelo d’erba nel Sahara, le fasce non esistono, la difesa imbarca acqua come fosse il Titanic.

Insomma non ci sono segnali di ripresa e la classifica parla chiaro. La lezione di Genova è l’ennesima che comunque non porterà certamente a cambi. Nemmeno il mercato sta regalando spunti, visto che De Maio, lo stesso Okaka sono solo altri doppioni in una rosa che ne abbondava già prima.

Ora, in attesa di capire se ci sarà sempre chi fa peggio salvando il sederino ai bianconeri, serve comprendere che con questi punti o si inizia a correre, oppure la Serie B è più di uno spettro che dopo tanti anni di sofferenze sarebbe l’epilogo ovvio. Ma per trovare le colpe, come si scrive da sempre, si chieda a chi nell’anno di Stramaccioni rifiutò di portare a Udine Quagliarella perché ‘un vecchio cavallo di ritorno’. Oggi la risposta è servita, ma rimane l’amarezza per il declino di un club che tiene un piede in due scarpe e si capisce da tempo quale sia la preferita.

L’inverno è arrivato con i suoi rigori, il grande freddo attanaglia l’Udinese che ha i brividi da classifica e forse non ha la testa nemmeno per capire in che situazione si trova, e questo è il peggio.

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