Marziani e alieni

Marziani e alieni

L’Udinese cade ancora contro la Roma: la squadra dei Colantuono non gioca praticamente il primo tempo, quella si Spalletti dà l’impressione di controllare sempre il gioco, anche se nella ripresa la reazione nervosa dei friulani porta a qualche azione. Ma è poco. I bianconeri sono oramai alieni tra la loro gente, i giallorossi marziani che anche se calano un po’ fanno quello che vogliono

Si è sperato per una settimana in casa bianconera di raddrizzare una barca che appare sempre più il Titanic: si è confermato un tecnico che non ha più la fiducia di Paròn Pozzo, dei tifosi e come può averla quindi dalla squadra? Si è scelto un ritiro per compattare un gruppo che da mesi sembra tutto tranne che coeso, diverso per nazionalità, età, ambizioni personali.

Si è scelto di andare dritti come un treno contro un muro che si chiama Roma, veri e propri marziani di questi tempi.
Si è scelto di perseguire con un’idea di gioco che non c’è, con 4-3-3 ibrido (in effetti è un 4-5-1) che non si capisce se sia carne o pesce contro una squadra, quella di Spalletti, organizzata come un orologio svizzero.

Alla fine la sconfitta era scritta ampiamente e sul campo anche meritatamente. Non basta la buona volontà o la reazione nervosa quando hai una nave che affonda: per salvarsi, anzi, servirebbe lucidità, tranquillità e un capitano che dia l’impressione di avere la situazione sotto controllo nonostante i problemi.

Invece la Roma ha dato l’impressione di gestire tutta la gara, accelerando quando ha voluto, controllando senza patemi una squadra, l’Udinese, che non sa fare gioco, se non a inizio ripresa quando la reazione nervosa ha portato qualche azione (palo iniziale di Zapata). Ma non può bastare: un tempo abulico, l’altro affamato e affannoso, ma con lo stomaco vuoto la testa non gira. E la Roma ha chiuso i giochi alla prima accelerazione con Florenzi. Inutile la rete di Fernandes nel finale.

La squadra friulana di oggi è completamente aliena alla sua gente. Una compagine senza identità e senza risultati e la contestazione è solo l’epilogo di una stagione iniziata male e che rischia di finire peggio.

Si sapeva che la Roma era una squadra forte: sarebbe servita una logica che invece come spesso è accaduto è venuta meno. Sarebbe servita tranquillità che tutti chiedono in casa bianconera, ma nessuno sa dare. Sarebbe servito soprattutto coraggio, che invece è rimasto imbavagliato in dettami che davano l’impressione di non prenderle prima di tutto.

Non c’è niente da fare: l’Udinese continua a colare a picco, sembrando sempre più aliena, strampalata nella sua cocciuta ricerca di un bagliore laddove non ce ne sono da tempo. Ora si spera solo che i razzi di SOS lanciati dai passeggeri vengano visti da qualcuno. Nelle prossime ore si capirà meglio.

Per la Roma il secondo posto non è utopia: ad oggi sta bene e fisicamente, ma soprattutto ha un potenziale offensivo che non ha eguali.
Marziani e alieni: i primi quelli giallorossi, che sanno soffrire e colpire, i secondi quelli bianconeri.

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