Mezzogiorno (e mezzo) di fuoco. Udinese cotta, l’Inter l’asfalta

Mezzogiorno (e mezzo) di fuoco. Udinese cotta, l’Inter l’asfalta

Dopo cinque stagioni sofferte prima o poi qualcosa deve succedere e oggi l’Udinese non sembra in grado di poter competere con nessuno. A meno che come al solito la serie A con 20 squadre non le regali la solita polizza sulla vita per poi ricominciare con i proclami che come ogni anno ultimamente illudono d’estate (qualcuno), fanno incazzare nella primavera successiva.

di Redazione

Udinese non pervenuta, Inter che si ripropone per la corsa Champions.Nula di strano al ‘Friuli’, dove cambiano gli allenatori, ma il risultato è sempre lo stesso: una squadra, quella bianconera che c0n quattro punti nel ritorno, uno solo su 39 disponibili con 12 sconfitte e 1 pari (immeritato) a Benevento, dimostra sul campo che se mai dovesse salvarsi non è di certo per merito  suo.

Una difesa che sa di banda del buco, specie da quando è tornata misteriosamente a tre, con i soliti interpreti bolliti, con scelte tecniche discutibili, con la testa e le gambe che sono totalmente scoordinate. In questa Udinese ci sono giocatori che nemmeno in B troverebbero spazio e alla fine i tifosi, desolatamente depressi dopo cinque stagioni dove la società ha dato l’impressione di avere altro per la testa (leggasi Watford), non sarebbero nemmeno del tutto dispiaciuti  per una retrocessione che probabilmente farebbe piazza pulita, se non altro di tutti questi stranieri che lasciano molti dubbi.

LA PARTITA Qualche novità nell’Udinese: non ci sono Jankto e Barak, inizialmente in panchina. Al loro posto Balic e De Paul, che agirà a supporto di Lasagna in attacco. Difesa a tre con Danilo, Larsen e Samir. Ali Adnan largo a sinistra nel centrocampo a cinque. Nell’Inter mancano Vecino e D’Ambrosio, squalificati, e Gagliardini, infortunato. A centrocampo Borja Valero insieme a Brozovic davanti alla difesa. Dalbert vince il ballottaggio con Santon come esterno basso di sinistra. Candreva, Rafinha e Perisic a supporto di Icardi.

INTER che fa subito la gara, con un’Udinese disarmante in quanto a gioco, attenzione e fisicità. Il gol è nell’aria già dai primi minuti ma è ‘solo’ al 13′ che i nerazzurri passano, sempre grazie alle indecisioni da calcio d’angolo dei bianconeri. Brozovic batte dalla bandierina di sinistra con il cross in mezzo, Ranocchia salta altissimo e di testa sigla la rete dell’1-0. Curioso che a segnare il gol sia stato Ranocchia, che fino a pochi minuti dall’inizio della gara non doveva nemmeno giocare.
Udinese che si vede solo al 26′: Lasagna viene chiuso in calcio d’angolo da Ranocchia e Cancelo.
Unica fiammata bianconera al 36′: Handanovic salva l’Inter. De Paul in verticale per Lasagna, Ranocchia è fuori posizione e così l’attaccante in area ha la grande occasione per il pareggio, ma il portiere nerazzurro si oppone e salva la porta sull’esterno sinistro del giocatore dell’Udinese.
Al 44′ Icardi difende il pallone e in scivolata serve Rafinha che con un tocco si libera del suo diretto avversario, si invola verso la porta e con un sinistro sul primo palo batte Bizzarri. Un minuto dopo lancio lungo di Perisic per Icardi che viene portato sull’esterno da Samir, ma il capitano nerazzurro trova comunque lo spiraglio giusto per battere Bizzarri sul primo palo. Ventottesimo gol in campionato per l’attaccante argentino.
Addio Udinese, anche se nella ripresa la squadra di Tudor entra con più determinazione (troppa per un inutile Fifana che si fa espellere), probabilmente grazie a un normale calo dei nerazzurri che forti del risultato contengono e basta senza strafare sotto il sole. Ma nonostante tutto c’è anche spazio per la quarta rete nerazzurra  firmata Borja Valero che umilia ulteriormente la difesa (si fa per dire, è eufemistico) bianconera.

CONCLUSIONI Udinese che si dovrà giocare tutto nelle ultime due gare. Ma attenzione a chi pensa ‘che tanto con Verona e Bologna sarà facile‘, perché gli scaligeri in casa vorranno salutare la A con un derby ‘vendetta‘ dopo quello di due anni fa che spinse i veronesi in B, poi il Bologna che tutti pensano in vacanza, ma che di certo non regalerà molto se non altro perché l’Udinese lo fa già da sé.
Dopo cinque stagioni sofferte prima o poi qualcosa deve succedere e oggi l’Udinese non sembra in grado di poter competere con nessuno. A meno che come al solito la serie A con 20 squadre non le regali la solita polizza sulla vita per poi ricominciare con i proclami che come ogni anno ultimamente illudono d’estate (qualcuno), fanno incazzare nella primavera successiva (tutti).

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