Mission (not) impossible

Mission (not) impossible

L’Udinese contro l’Inter non è una mission impossible. Magari ripercorrendo quanto fatto nel 1997…

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Ultima esibizione stagionale dell’anno solare 2015 per l’Udinese che questa sera con inizio alle ore 20.45 sara’ protagonista del piu’ interessante fra gli anticipi offerti dalla sedicesima giornata d’andata del campionato di Serie A, dato che sul tappeto verde dello stadio “Friuli” sara’ di scena l’Inter capolista.
Se guardiamo a come il calendario si e’ divertito a disporre l’ordine delle singole gare in questo anno solare, ci si accorge che i bianconeri avevano cominciato nel giorno dell’Epifania contro la squadra allora piu’ in forma, la Roma di Garcia piu’ che mai lanciata all’inseguimento della battistrada Juventus, e terminano incrociando le armi con l’attuale capolista, l’Inter. Formazione difficile da affrontare, se si pensa ai numeri che la compagine milanese ha messo assieme in questo scorcio di stagione per arrivare lassu’ in vetta: non tantissimi i gol messi a segno, ma ancora meno quelli al passivo: quella della Beneamata e’ la difesa meno battuta della Serie A, dato quest’ultimo in netta controtendenza con la passata stagione.
Spesse volte nel corso di questo torneo i nerazzurri sono andati a bersaglio in una sola occasione, e tanto e’ bastato per portare a casa i tre punti. Samir Handanovic e’ sempre performante ed in versione saracinesca come lo abbiamo ammirato ai tempi della sua militanza friulana, lo sta peraltro supportando un pacchetto difensivo dove il nuovo punto di forza e’ quel Jeison Murillo scoperto da Gino Pozzo e fatto crescere a Granada. Parlando del centrale colombiano, la cui valutazione dopo il positivo inizio di campionato all’ombra della Madunina sta salendo alle stelle, qualcuno lo ha definito come un rimpianto bianconero. Forse si sbaglia nel ritenere che le societa’ gestite dalla famiglia Pozzo all’estero debbano costituire un serbatoio per il rafforzamento dell’Udinese. Poco materiale umano ha fatto finora rotta dall’Andalusia o dall’Inghilterra –con riferimento al Watford- in Friuli dal momento della nascita della holding. Sappiamo poi che di fronte ad un’offerta importante –e l’interessamento dell’Inter per Murillo e’ stato concreto e determinato- i giocatori vengono ceduti. Pertanto e’ improprio parlare di rimpianto, piuttosto le dinamiche di mercato hanno determinato gli eventi e bravo e’ stato il dirigente interista Piero Ausilio ad assicurarsi le prestazioni del giovane difensore dei Cafeteiros. Tornando a parlare delle coincidenze imposte dal calendario, e’ fuori discussione che l’Udinese voglia concludere il 2015 ben diversamente da come lo aveva iniziato, quando la Roma, se pure con un gol fantasma di Astori, espugno’ il “Friuli”.
Contro una retroguardia cosi’ poco perforata, ed un attacco che sovente si concede il lusso di tenere in panchina un elemento del calibro di Maurito Icardi, sembrerebbe una sorta di mission impossible. Giusto che la compagine guidata da Stefano Colantuono continui a sviluppare un’idea di gioco che porti gli interpreti ad affrontare l’avversario a viso aperto, aggredendolo e cercando di fare la partita. Sara’ nel contempo interessante vedere a che punto e’ messa l’Udinese sotto il profilo della riduzione al minimo nel numero di palle perse e regalate agli avversari: una di queste situazioni ha dato la stura al largo successo della Fiorentina sui bianconeri sei giorni or sono. E se Colantuono ha voluto rincuorare i suoi dopo un passivo tanto immeritato quanto rotondo, e pertanto scaturito da situazioni che contro l’Inter non andranno ripetute, la formazione da opporre alla capolista e’ quasi obbligata, perche’ dettata da forfait sicuri o quasi.
Appiedati dal giudice sportivo Danilo e Felipe dopo i gialli di domenica, sono davvero ridotte al lumicino le speranze di vedere tra i convocati Badu, che comunque fara’ un ultimo tentativo questa mattina a poche ore dall’inizio del match. Si profila dunque una partita dal primo minuto per Bruno Fernandes. Insomma, l’Udinese affronta l’Inter con delle defezioni importanti a cui dover far fronte, ma non parte battuta, ed oltre alle proprie risorse tecniche, tattiche e fisiche, si affida alla cabala. Nel corso di questo campionato, la sola squadra che sia riuscita a conquistare e mantenere per due giornate consecutive il primato in solitario e’ stata la Fiorentina, a cavallo tra la settima e l’ottava giornata. L’Udinese spera che l’avversaria di turno non eguagli questo mini-record, fatto che si concretizzerebbe a priori solo in caso di successo degli uomini di Mancini sul terreno dei Rizzi. Poi, uno sguardo al passato.
Piu’ o meno di questi tempi, il 21 dicembre 1997, un sontuoso colpo di testa di Oliver Bierhoff nel corso del primo minuto di recupero regalava all’Udinese una delle piu’ belle e memorabili vittorie a spese dell’Inter, orfana allora della stella Ronaldo, impegnato con la nazionale verdeoro nella Confederations Cup disputata in Arabia Saudita, ma protagonista di una partita impreziosita da gran belle giocate e continui capovolgimenti di fronte, nella quale entrambe le contendenti non lesinarono gli sforzi per la conquista dei tre punti, che premiarono alla fine la tenacia dei ragazzi guidati allora da Alberto Zaccheroni. Ripetere un’impresa del genere questa sera, ne siamo certi, contribuirebbe a far vibrare gli spalti del “Friuli” come e probabilmente piu’ di allora. Si tratta di una missione difficile, molto difficile, ma non impossibile.
Sergio Salvaro @MondoUdinese
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