Nessun dorma

Nessun dorma

Un monito all’Udinese: nessun dorma alla Scala del Calcio. I bianconeri devono fare una prestazione maiuscola contro il Milan per uscire indenni da San Siro

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Sara’ un caso, ma tutte le volte che l’Udinese si appresta a scendere in campo in trasferta a Milano, non possiamo fare a meno di pensare che lo storico stadio situato nel quartiere di San Siro viene universalmente riconosciuto come “la Scala del calcio”. E volgendo lo sguardo al leggendario teatro che ha dato lustro al capoluogo lombardo, agli artisti e ai direttori d’orchestra che li’ hanno dato prova del loro talento e della loro professionalita’, ai compositori che dentro a quest’istituzione della cutura italiana hanno visto rappresentate le opere frutto della loro creativita’ e genialita’, ripensiamo ad una delle piu’ famose arie pucciniane, “Nessun dorma”, tratta dalla “Turandot”.
E “Nessun dorma” e’ il monito che ci sentiamo di lanciare ai ragazzi di Stefano Colantuono, a tutta la comitiva bianconera che si accinge ad affrontare questo importante turno di campionato. Di fronte ci sara’ un Milan che nell’incontro d’andata, limitatamente al primo tempo, fu maramaldo nei confronti dei friulani, salvo poi rischiare nella seconda frazione di dilapidare il vantaggio di tre reti messo assieme all’intervallo. Rossoneri che da allora hanno proseguito fra alti e bassi, fra musi lunghi del presidente Berlusconi ed il tecnico Mihajlovic rimesso a piu’ riprese sulla graticola. Per arrivare ad una settimana fa, quando il Diavolo ha strapazzato nel derby i rivali dell’Inter, e pare proprio aver tratto giovamento da un cosi’ rotondo successo in una partita cosi’ sentita, tanto da centrare consecutivamente una seconda affermazione, su un campo comunque non facile come quello di Palermo dove, non dimentichiamolo, l’Udinese era stata letteralmente affossata solo dieci giorni addietro. Il testardo tecnico serbo del Milan, dunque, non esattamente un porte-bonheur dell’Udinese ne’ da giocatore, ne’ da allenatore, si sta prendendo le sue rivincite, e, a suon di risultati e di un gioco ritrovato sin dalla vittoriosa gara interna contro la Fiorentina, torna a parlare di possibile terzo posto.
I meriti di Sinisa Mihajlovic stanno essenzialmente nell’aver inteso che un elemento come Niang, inizialmente sottovalutato dall’entourage milanista, poteva invece costituire la spalla ideale per un bomber di razza come il colombiano Carlos Bacca; nell’aver trovato i giusti interpreti di una finalmente equilibrata e piu’ ermetica difesa a quattro; e nell’aver dato piena fiducia in un ruolo cosi’ importante e diverso dagli altri come quello del portiere al non ancora diciassettenne “Gigio” Donnarumma.  Prendiamo a spunto la bellissima favola del giovanissimo estremo difensore milanista per bacchettare quegli ostinati che, sulla sponda friulana, continuano a sostenere il concetto per il quale malgrado l’Udinese disponga nella propria rosa di giovani elementi di talento, non si debba esagerare con un loro scriteriato utilizzo  fin dal primo momento, perche’ alla prima partita mal disputata, finirebbero col “bruciarsi”.
Che questo concetto sia ampiamente ribaltabile lo dimostrano i fatti: sulla mancata vittoria del Milan ad Empoli, con Montolivo e compagni abili ad andare due volte in vantaggio sui toscani per poi vedersi due volte raggiunti, hanno pesato due errori di Donnarumma. Se il giovane, dopo quelle due imperfezioni, era destinato a “bruciarsi”, mai partita per ergersi a sostenitori di questa bislacca teoria sarebbe stata piu’ indicata come il successivo derby della Madonnina, la partita che metterebbe i brividi a chiunque, figuariamoci un ragazzino di quell’eta’. Invece no. Gli errori possono far parte del mestiere, ma avanti con “Gigio”: ed i risultati si sono visti. Questo per ricollegarsi ad uno dei piu’ recenti innesti in casa bianconera, il croato Andrija Balic.
Centrocampista dai piedi molto educati, un autentico talento, uno destinato a fare strada. Rispetto al nostrano Donnarumma, lo spalatino ha il compito suppletivo di dover imparare la nostra lingua: dovesse anche metterci un tempo superiore alla media, cosa di cui dubitiamo vista l’innata capacita’ dei madrelingua di ceppo slavo ad imparare gli altrui idiomi, ripensiamo a chi come il “Tucu” Pereyra fece molta fatica ad imparare l’italiano, e, nonostante cio’, seppe col tempo dimostrare di intendersi sul campo di gioco con i compagni, visto che era ed e’ uno che con una palla tra i piedi ci sa fare. Stesso discorso vale per Balic, il cui talento andra’ si’ bruciato se lo si lascera’ ammuffire in panca, in forza di ragionamenti astrusi ed ottusi e di una mancanza di coraggio. Non e’ dato sapere se un palcoscenico cosi’ importante come quello di San Siro vedra’ il debutto del giocatore ex Hajduk, ma che arrivati a questo punto del campionato la logica del “Nessun dorma” sia quella da attuare in forza di situazioni che altrimenti rimarrebbero ad un punto morto, lo ha capito anche Colantuono. Il 3-5-2 che per il tecnico di Anzio sembra essere diventato una sorta di irrinunciabile dogma, non puo’ funzionare se gli esterni di centrocampo non svolgono appieno i compiti a cui sono chiamati. Con un Edenilson impacciato a sinistra e richiamato sull’altro lato sia per caratteristiche naturali che per l’incostante rendimento su quella corsia di Silvan Widmer, con Adnan pieno di buona volonta’ ma incapace di spostare gli equilibri da cursore mancino, e con Pasquale infortunato, ecco che l’Udinese prova a mettere altro carburante per dare –si spera- nuova spinta sulla fascia sinistra. Il nome “nuovo”, che poi tale non e’, risponde a quello di Pablo Armero. Da vedere se il rientrante colombiano, dopo tante annate grigie trascorse lontano da Udine, una delle quali proprio a Milano sponda rossonera, sapra’ ritrovare in Friuli, laddove conobbe le maggiori fortune calcistiche, la forza per rilanciarsi.
Sul fronte bianconero, quello che tutti si attendono di vedere e’, finalmente, un cambio di mentalita’. Contro la Lazio coprirsi era diventato quasi un obbligo vista la situazione di inferiorita’ numerica sopraggiunta dopo un terzo di gara; contro l’Empoli sono state innalzate le barricate nella ripresa quando si trattava di dare continuita’ ad un buon primo tempo, magari mettendo al sicuro il risultato, e l’esito finale e’ stato invece quello di ragranellare un punticino dopo un rigore fallito dai toscani ed un pareggio subito a recupero in corso. Contro il Milan di oggi sara’ inutile difendere ad oltranza, perche’ in tal caso il risultato sarebbe scritto.
Ci vorra’ un Udinese sveglia: pertanto “nessun dorma” per poter magari sperare e capire che al tramonto, e non all’alba come nel testo dell’aria pucciniana,  questo match sara’ stato portato a casa con esito vittorioso.
 
 Sergio Salvaro @MondoUdinese
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