Parola d’ordine ripartire

Parola d’ordine ripartire

L’Udinese riparte dal Sassuolo con De Canio: con una ritrovata positività, con Zapata e Thereau, con il 3-5-2, con i senatori di nuovo coinvolti. Ma per ripartire davvero serve una sola cosa, fare punti perché la classifica non concede tempo

Paola d’ordine: ripartire. L’avvento di Gigi De Canio ha portato certamente una ventata di freschezza in casa Udinese, si respira davvero un’aria più positiva e propositiva. Ma non basta questo a far dire che l’emergenza è passata. I sei punti fatti nel ritorno sono un macigno da scrollarsi al più presto dalle spalle per non peggiorare una situazione già pericolosa.

Pr questo al di là dell’ottimismo serve una risposta dal campo. Che non sarà facile, sarà quello del Sassuolo, che precede la sfida col Napoli appena dopo la sosta. Insomma due gare che devono portare almeno due punti per poi poter davvero respirare un po’ in vista dello sprint finale.

Un obiettivo raggiungibile viste le premesse che si sono viste in questi giorni, ma solo il campo potrà dire se davvero le impressioni sono reali o la malattia è ben più grave e atavica del previsto.

Si riparte dalla difesa a tre: dopo gli esperimenti decisamente da dimenticare di Colantuono (salvo la gara col Verona, ultimo), ecco che si ritorna al passato. A quella difesa che ha prodotto in due stagioni e trequarti 158 gol, insomma non un certificato di garanzia.

Ma si dice che sia l’atteggiamento a fare la differenza e l’Udinese deve ripartire da un atteggiamento meno dimesso (4 gol fatti nei primi 15′, ben 15 subiti nei primi trenta).

Ripartire da un approccio aggressivo, ma non come quello imposto dal tecnico di Anzio, bensì ragionato e fatto di improvvise verticalizzazioni. Gli uomini ci sono, ma serve riprendere coraggio nei propri mezzi.

Ripartire dalle sicurezze: un attacco anemico ha in Zapata e Thereau i migliori, come dicono i gol fatti. Saranno loro a dover prendere per mano la squadra concretizzando il gioco fatto.

Ripartire dall’aiuto dei senatori: Domizzi, Pasquale e Di Natale in campo magari non possono dare un contributo costante, ma fuori possono essere determinanti e De Canio sembra averlo capito coinvolgendoli fin dal primo giorno. Il capitano, poi, sta bene fisicamente e in attacco può dire ancora la sua alternandosi a Thereau o lo stesso Zapata.

Serve comunque una sola cosa: ripartire. Da qualunque parte guardi la cosa, l’Udinese deve fare punti per non dover guardare sempre ai risultati degli altri.

 

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