Pasqualin: azione legale contro il nuovo regolamento agenti

Pasqualin: azione legale contro il nuovo regolamento agenti

La figura del procuratore sportivo: evoluzione o involuzione? Questo il tema che il noto agente Claudio Pasqualin ha affrontato questa mattina nel corso di un incontro di aggiornamento professionale dedicato ai giornalisti organizzato dall’Ussi Fvg in collaborazione con l’Odg. Introdotto dal presidente dell’Ussi Fvg Piero Micoli, Pasqualin è entrato subito nel vivo della sua “lezione”.

“Spesso la collocazione del procuratore è più quella di un faccendiere che di un professionista e mi sembra che le cose non stiano evolvendo al meglio – ha dichiarato il procuratore originario di Udine è cresciuto in Veneto -. Recentemente c’è stata una levata di scudi della categoria sulla promulgazione del nuovo regolamento”. Un regolamento che di fatto prevede l’abolizione dell’albo dedicato agli agenti dei calciatori. Impossibile poi non parlare di mercato, il “campo di battaglia” dei procuratori. “Definisco il mercato come l’eterna illusione di comprare le magie di una sfera di cuoio. Ha una sua struttura, una sua organizzazione. Nel corso degli anni ha subito diverse modifiche. Una delle principali risale al 1976 quando un esposto dell’Associazione sindacale dei calciatori raggiunse la magistratura. Da lì nacque la legge del ’91 che attribuì al calciatore una qualifica di lavoratore subordinato, anche se persistevano le caratteristiche di professionista autonomo. A distanza di 24 anni la figura del giocatore è più simile a un attore che cambia palcoscenico a dispetto di impresario e contratto”.  Sui tempi del mercato, Pasqualin è molto critico: “Sono sbagliati, era meglio come accadeva in passato che il mercato si apriva a fine luglio e c’era una piccola finestra di riparazione a novembre. Molti dei più grandi allenatori riunitisi recentemente a Nyon la pensano come me: le squadre dovrebbero partire con i ranghi serrati”.

Pasqualin ha poi tracciato la cronistoria dell’accesso alla professione: “Nell’arco degli anni l’esame è diventato un test a risposta multipla, molto simile a quella per la patente. Alcuni hanno avanzato la richiesta che per iscriversi all’albo servisse la laurea, ma molti erano contrari, in primis gli ex calciatori. Nel corso degli anni, comunque, i procuratori si sono moltiplicati.p e oggi noto un certo eccesso di “procuratorismo” nel senso di ingerenze su questioni tecniche. Il procuratore dovrebbe mantenere autonomia, indipendenza. Non dovrebbe avere troppi rapporti con la società. In passato era vietato, per esempio, avere un ufficio nella sede del club. Ora, invece, accade un po’ di tutto”.

Pasqualin si è poi soffermato sul nuovo regolamento, varato recentemente: “Ne parlo sempre mal volentieri. In questo regolamento c’è scritto che diventi procuratore sportivo, cioè intermediario, quando lo fai. È dunque la federazione ad avere il ruolo-chiave e fautori di questo regolamento sono stati Carlo Tavecchio e Claudio Lotito. Tra le regole, è stato istituito il limite del 3 per cento di commissione sul contratto del giocatore, cosa che non esiste nel resto d’Europa. Dunque oggi basta un’autocertificazione con 500 euro di iscrizione, a cui si aggiunge una percentuale su ogni contratto depositato”. Le associazioni dei procuratori ovviamente non sono rimaste a guardare: “C’è stata un’impugnazione immediata, con richiesta al Tar di sospensione  del regolamento con un esposto alla Commissione europea. Per Lotito, dunque, la vedo durissima”. Qualora l’azione legale non dovesse dare i frutti sperati, cosa succederebbe? Pasqualin risponde così: “Opterei per una sorta di disobbedienza civile, lasciando i nomi sull’elenco e poi procedendo con nuove azioni”.

Parlando di alcuni casi importanti, come il contratto di Sebastian Giovinco al Toronto – attualmente è il giocatore italiano più pagato al mondo -, Pasqualin sottolinea: “Il successo del procuratore dipende dalla caratura tecnica del tuo assistito”. Inevitabile, poi, un accenno a un grande ex campione bianconero: Oliver Bierhoff. “Parlando con un giocatore dell’Ascoli, Marcato, mi disse: quello è un “raccomandato” per via della sua famiglia, ma le potenzialità c’è le ha. E io decisi di puntare su di lui. Lo portai a una sezione di mercato e ricevette alcune proposte, che rifiutò. Poi una sera andai a una trasmissione tv con Lorenzo Petiziol, Maurizio Mosca assieme a Bierhoff, all’allora presidente del Vicenza Pieraldo Dalle Carbonare e a Gianpaolo Pozzo. Cominciò un’asta, vinta poi da Pozzo, e da quel momento persi l’amicizia del patron vicentino.. (sorride, ndr)”.

Dopo aver affrontato altre tematiche di stretta attualità (vedi i fondi di investimento nel calcio, definiti “una realtà pericolosa, ma difficilmente arginabile”), Pasqualin ha ricevuto da Micoli la targa dell’Ussi “Amici Preziosi“, il riconoscimento che viene consegnato a tutti i relatori degli incontri di aggiornamento dedicati ai giornalisti.

©MondoUdinese

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