Pepe: “I contatti ci sono stati, poi…”

Pepe: “I contatti ci sono stati, poi…”

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Simone Pepe aspetta una chiamata da Udine, ma ovviamente non può aspettare in eterno la risposta del club bianconero. Il quale è bloccato sul mercato, perché prima di tutto è chiamato a sfoltire la rosa, operazione evidentemente non facile visto che le comproprietà sono state abolite e che dal prossimo anno ci saranno i famosi 25 elementi da inserire obbligatoriamente in lista.
Simone, in questi giorni a Roma, ci racconta che “ho sempre piacere a tornare, ci sono stati contatti dall’otto giugno. Poi normale che uno si guardi intorno dopo un mese. La mia volontà è forte di venire a Udine, aspettiamo che si muova qualcosa. L’otto giugno ho chiamato il presidente: non è di certo un problema economico, a Udine sono stato benissimo e tornei col cuore, l’ho detto anche alla società”.

Di offerte a Pepe non ne mancano: dall’Italia e dall’estero. Intanto si allena col suo preparatore per farsi trovare in forma alla chiamata, che spera sempre sia da Udine. Il problema in Friuli non è di certo legato al giocatore, ma all’abbondanza che c’è e che potrebbe diventare un problema ad agosto se prima non si vende.

Però sorge anche una domanda: nel nuovo stadio il popolo bianconero vorrebbe identificarsi con più italiani, Per cui, forse, prima di rimpiangerlo (come successo con Quagliarella…) sarebbe il caso di chiudere l’operazione. Un’Udinese più made in Italy è indispensabile soprattutto nello spogliatoio bianconero con i soli Pinzi, Domizzi, Pasquale e Di Natale a fare da senatori.

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