Pizzul:”Udinese-Lazio sfida molto delicata”

Pizzul:”Udinese-Lazio sfida molto delicata”

di Redazione, @forzaroma

Come riportato da Laziopress.it

Grande esclusiva della redazione de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 sugli 88.100 FM, che ha contattato Bruno Pizzul, lo storico telecronista RAI della Nazionale. Pizzul è un noto simpatizzante dell’Udinese.

Dottor Pizzul grazie del regalo che ci ha fatto. Tutti gli amanti del calcio saranno contenti di ascoltarla stamattina. In particolare noi laziali, che ricordiamo come se fosse adesso la sua telecronaca in finale di Coppa delle Coppe, quella che conquistammo contro il Maiorca al Villa Park di Birmingham.

La ricordo bene. Tra l’altro fu l’ultima telecronaca che feci in cui una squadra italiana vinse un titolo europeo.

Lei è un simpatizzante dell’Udinese. Come nasce questa sua passione?

Innanzitutto per motivi territoriali. Sono friulano quindi sostengo la compagine della mia terra, anche se ad essere onesto da ragazzino la squadra che seguivo e che andava per la maggiore qui da noi era la Triestina. Tornando all’Udinese devo dire che Pozzo ha dimostrato negli anni una grande capacità nel conciliare l’aspetto economico-finanziario con quello tecnico.

Secondo lei domenica che partita vedremo?

Sarà una sfida molto delicata per entrambe le squadre. La Lazio viene da un periodo non particolarmente fortunato che ne ha pregiudicato la classifica e le prospettive. Personalmente ero convinto che potesse giocarsi sino in fondo il terzo posto, ma gli ultimi risultati non lasciano ben sperare. L’Udinese viene da ottime prestazioni che però non l’hanno portata a raccogliere tanti punti e credo che si batterà ardentemente per mettere in cascina un buon risultato. E’ da sottolineare che l’Udinese non vince in casa da una vita e che ha ottenuto i migliori risultati in trasferta.

Lei ha fatto tantissime telecronache nel corso della sua carriera. A quale è più legato?

Probabilmente molti si aspettano una risposta legata ad un evento piacevole. Io invece mi sento di citare una partita che vorrei cancellare dalla mia coscienza di uomo ancor prima che dalla mia memoria di giornalista, la strage dell’Heysel. E’ una ferita che mi porto dietro.

Avendo visto tante Lazio nel corso degli anni, quale giocatore ritiene il più forte di sempre della storia biancoceleste?

Non vorrei fare torto a nessuno, ma cito Vincenzo D’Amico. Era uno di quei giocatori che rubavano l’occhio e la simpatia di tutti. Interpretava il calcio in modo gioioso e soprattutto giocava per la gente.

Il miglior calciatore in senso assoluto?

Senza nulla togliere a Maradona e Pelè dico Roberto Baggio, un ragazzo eccezionale sia dentro che fuori dal campo. Ha fatto innamorare trasversalmente tutta Italia.

Da conterraneo, cosa può dirci su Dino Zoff?

Per me parlare di Dino Zoff è sin troppo facile e al tempo stesso insidioso. Ci conosciamo da quando avevamo 7 anni. E’ un uomo di una serietà e di una compattezza unica. Di lui si dice che sia un musone o che sia uno che parla poco, ma vi assicuro che con chi conosce bene è una persona anche molto allegra e simpatica.

In conclusione, c’è una partita che avrebbe voluto commentare prima o dopo la sua esperienza da telecronista?

Italia-Brasile del 1982. Quella fu la partita che poi ci permise di vincere il Mondiale. La finale con la Germania era già segnata.

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