Pozzo: Il progetto con Granada e Watford nato per necessità

Pozzo: Il progetto con Granada e Watford nato per necessità

Giampaolo Pozzo ha fatto il punto sulla stagione al canale ufficiale del club bianconero. Partendo da lontano, ovvero dalla gestione di tre club nelle massime leghe europee: “E’ un progetto pensato alcuni anni fa: c’è un problema che riguarda tutte le squadre, c’è abbondanza di giocatori, quindi se si vuole mantenere il patrimonio occorre farli giocare. Il prestito è un problema visto che la comproprietà non esiste più. Da lì è nata la necessità di trovare una squadra. Gli interessi della mia famiglia in Spagna ci hanno portato a Granada, una squadra con un antico blasone, in una zona molto popolosa. In tre anni l’abbiamo portata in Liga, ora speriamo di consolidarla. Poi c’è un altro aspetto: qui sono stati limitati gli extracomunitari, in Spagna invece il regolamento è diverso: abbiamo quindi fatto questa scelta, poi mio figlio è andato a Londra dove abbiamo interessi. A tempo perso ha preso il Watford”.

Tre paesi, tre stili gestionali diversi: “A livello di regolamenti è meglio in Inghilterra, in Italia sono state messe a posto tante cose negli ultimi dieci anni . Anche le norme UEFA volute da Platini hanno dato una mano. Dall’anarchia dove il calcio ha vissuto per tanti anni, siamo arrivati a delle regole. Migliorerà ancora il sistema, ci sono ancora discrepanze e dei problemi, vedi caso Parma. Ma se si mettono regole economiche molto rigide il calcio ha le risorse per andare avanti”.

Fare calcio in una città piccola è diventato possibile: “Il botteghino a causa anche degli impianti è venuto sempre meno. I ricavi vengono da tv e sponsor, questo è un criterio che viene ripartito a livello della Lega, quindi anche se sei una piccola realtà l’attività viene gestita dal sistema calcio, se uno è oculato può fare bene”

Pozzo sta intanto portano a termine il nuovo stadio, in Italia però gli impianti sono un problema: “Sento parlare di stadi, spero che però qualcosa stia cambiando nella burocrazia, noi abbiamo perso almeno almeno 10 anni. Spero che ora si possa rinnovare gli impianti, è un peccato perché l’edilizia ha poco lavoro, sarebbe l’occasione per dare lavoro e migliorare il sistema calcio”.

[pullquote]Esistono le condizioni per tentare di fare una squadra sempre competitiva, lo stiamo sperimentando[/pullquote]Il mercato potrebbe cambiare con tre squadre nelle massime leghe: “Il mercato si fa in base alle opportunità che si incontrano. Se trovassimo un fuoriclasse a prezzi abbordabili lo prenderemmo, qui si fa di necessità virtù. Se vogliamo essere competitivi serve partire con dei giovani. che siano un prospetto importante. Dobbiamo sempre partire con l’obiettivo 40 punti, poi si è visto che con lo sbocciare di alcuni campioni siamo arrivati a traguardi incredibili: continuiamo così, poi se ci consolidiamo con la società come giro d’affari, invece di vendere magari riusciamo a convincere qualcuno a rimanere a Udine, come fatto da Di Natale. Esistono le condizioni per tentare di fare una squadra sempre competitiva, lo stiamo sperimentando”.

Dall’Udinese alla Juve in finale in Champions: “Questa gestione è la migliore della sua storia. Mai fatte spese folli, oggi senza investire cifre incredibili sono una squadra solida, una società bene organizzata. Sono arrivati in finale perdendola per sfortuna. Allegri? E’ stato bravo, come è stato bravissimo Conte che ha plasmato la squadra nel lavorare in un certo modo. Allegri ha credo continuato il lavoro”.

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