Pozzo illustra le strategie: Thereau e Felipe rimangono. Danilo può partire

Pozzo illustra le strategie: Thereau e Felipe rimangono. Danilo può partire

Il presidente Pozzo e il futuro senza Di Natale: «Ci parleremo, capisce di calcio e affari Felipe è mezzo friulano, Thereau un bravo ragazzo: ecco i leader della squadra di domani» Lodi rinnova fino al 2018

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E’ iniziata ufficialmente l’Era Post Di Natale, il vero anno zero della storia contemporanea  dell’Udinese.  Un anno che riparte da un certezza almeno, come lo stesso Giampaolo Pozzo afferma alla Gazzetta dello Sport: «Abbiamo un pubblico eccezionale, che non era mai stato così coinvolgente. E lo abbiamo trovato nel nuovo stadio. Si è concluso un campionato non esaltante e dal nostro gioiello dobbiamo ripartire».

Si dovrà ripartire dal nome del nuovo allenatore dove Gino Pozzo non si sbilancia sui nomi fatti (Pioli, Gasperini, Maran, Giampaolo):  «Solo Pioli è stato esonerato, ma Gasperini e Maran sono sotto contratto. Vedremo. È appena finito il campionato».
Si ripartirà da Felipe e Thereau certamente: «Felipe può dare molto, ha fatto un gran campionato ed è attaccato ai nostri colori, è mezzo friulano. Thereau è un buon ragazzo. Sì, credo in loro».
Tra le conferme anche quella di Meret: «Mi sembra che lei dimentichi Scuffet – afferma sempre Pozzo –. Certo, ha sbagliato ad andare a Como, ma è un nostro patrimonio e ha già giocato in A. Anche Meret è un patrimonio. Non cercheremo portieri. Oltre ai portieri, c’è anche Lodi,  faremo bene i conti Kuzamnovic? Era in prestito, vedremo». A proposito di Lodi: il centrocampista ha rinnovato fino al 2018, per cui è certo della permanenza.

Sugli arrivi il punto focale è sulla punta: «Ci serve un bomber, serve una squadra più competitiva».

Ma ci saranno anche tanti addii. Danilo in primis: «Ha 32 anni, se gli arriva un’opportunità può succedere».

 

Pozzo Sr poi torna anche sulla questione dei dirigenti: «Qui è un concorso di colpe, ci sono responsabilità quando le cose non funzionano e bisogna cambiare».

Infine il futuro di Di Natale potrebbe essere da dirigente: «Ha fatto il calciatore fino a ieri e mentalmente non mi sembra che abbia appeso le scarpette al chiodo. Noi vogliamo parlarci, ma ha bisogno di un mese. Può essere utile, capisce di calcio e affari».

 

 

 

 

 

 

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